Diana Bianchedi ha rassegnato le sue dimissioni da Capo delegazione della Nazionale il 30 settembre 2026. La decisione, comunicata tramite lettera, è stata motivata dalle dichiarazioni del ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, e dalle polemiche emerse sulla stampa.
Le ragioni del gesto
Nella sua missiva, Bianchedi ha chiarito che il passo indietro è dettato dal rispetto per il Coni, la sua Giunta, la Figc e le istituzioni sportive, valori che hanno sempre guidato la sua carriera. Ha rivendicato la propria condotta, affermando di aver sempre agito con correttezza e serietà per il bene dello sport, valori che ritiene siano stati "ingiustamente messi in discussione".
La tutela del gruppo azzurro
Un'ulteriore motivazione è la volontà di proteggere la squadra. Bianchedi ha spiegato di voler fare un passo indietro per ciò che rappresenta la maglia azzurra, salvaguardando il gruppo da "inutili polemiche". Ha espresso apprezzamento per la squadra, descrivendola come "compatta, motivata, con grandi professionisti", dal commissario tecnico allo staff. Ha ringraziato per l'accoglienza e le "emozioni" vissute.
Il contesto istituzionale
L'incarico di Capo delegazione era stato conferito a Diana Bianchedi il 9 agosto dal presidente della Figc, Giovanni Malagò, con debutto il 23 settembre. La nomina aveva sollevato interrogativi sulla compatibilità tra le sue cariche, in particolare quella di vicepresidente vicario del Coni, e si inseriva in un contesto di tensione nella Giunta del Coni. Le dichiarazioni del ministro Abodi avevano messo in discussione la coerenza dei ruoli, suggerendo che i vicepresidenti "dovrebbero fare una scelta" se costantemente contrari.