Il confronto sull’ipotesi di commissariamento della FIGC si è acceso a Roma il 27 settembre 2026, con un botta e risposta tra il presidente dell’UEFA, Aleksander Ceferin, e il presidente del CONI, Luciano Buonfiglio. Al centro resta il mancato tesseramento pre-elezione di Giovanni Malagò. Nel frattempo, la federazione ha siglato a Baku un accordo di sponsorizzazione con Socar, colosso petrolifero azero proprietario di ItalPetroli, valido fino al 2030.
Il richiamo all'autonomia e la replica del CONI
Ceferin ha richiamato il tema dell’autonomia federale, dichiarando: "Non è la prima volta che si solleva la questione delle ingerenze esterne nell'attività della FIGC: FIFA e UEFA hanno sempre insistito con chiarezza sull'autonomia delle federazioni.
Mi auguro che gli organi competenti prendano al più presto una decisione conforme alle regole dell'ordinamento sportivo: l'aggravarsi della crisi istituzionale non fa bene a nessuno".
La replica di Luciano Buonfiglio è giunta prontamente, concordando sul rispetto delle regole: "Condivido in pieno le parole del presidente Ceferin quando afferma di augurarsi che gli organi competenti prendano al più presto una decisione conforme alle regole dell'ordinamento sportivo. Esattamente quello che ha sempre fatto il CONI nei suoi 112 anni di storia e che continuerà a fare in futuro". Ha poi sottolineato che il CONI agisce "nel suo perimetro istituzionale, respingendo interferenze e pressioni di alcun genere così come sancito dalla Carta Olimpica".
È stato ricordato il precedente del 2017, quando il CONI, guidato da Giovanni Malagò, commissariò la FIGC con l’Europeo in Italia all’orizzonte. Buonfiglio, secondo quanto emerso, avrebbe lasciato intendere la sua propensione al commissariamento, ripetendo la frase "essere amici non vuol dire essere complici".
Pareri legali, voto e accordo a Baku
La finestra per Giunta e Consiglio è tra il 6 e il 10 ottobre. La decisione si baserà sui pareri legali chiesti da Luciano Buonfiglio (il primo già pervenuto, gli altri entro 48 ore), che si contrapporranno a quelli portati da Giovanni Malagò. Lo scenario probabile vede una Giunta orientata al sì e un Consiglio più diviso; Diana Bianchedi resterebbe fuori dai votanti.