Il presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio (Figc), Giovanni Malagò, ha rilasciato una dichiarazione di forte impatto il 29 settembre 2026 da Roma, affrontando con decisione il tema delle violenze e delle intimidazioni nei confronti degli arbitri. L'intervento, avvenuto a margine di una odierna riunione della Giunta del Coni, si è reso necessario in seguito a una serie di episodi preoccupanti che hanno caratterizzato l'ultimo fine settimana calcistico.

Malagò ha rivolto un appello perentorio a tutto il movimento calcistico italiano, richiamando alla responsabilità collettiva per la protezione e la salvaguardia di coloro che, scendendo in campo, hanno il compito fondamentale di dirigere le gare e di garantire il rispetto incondizionato delle regole.

Il suo messaggio è stato categorico e privo di ambiguità: “La violenza e ogni forma di intimidazione nei confronti degli arbitri sono incompatibili con i valori dello sport e con l'idea stessa di calcio che vogliamo costruire”. Queste parole risuonano in un momento di elevata e necessaria attenzione verso la sicurezza dei direttori di gara, professionisti e volontari chiamati a svolgere il proprio ruolo in contesti spesso complessi e, purtroppo, sempre più esposti a tensioni che travalicano il mero confronto agonistico e sportivo.

La ferma posizione della Figc sulla tutela arbitrale

Il presidente Malagò ha esplicitamente collegato il suo intervento ai gravi fatti di cronaca sportiva avvenuti nel fine settimana in Campania, Calabria e Sicilia, sottolineando con forza che la questione non può essere in alcun modo considerata marginale o secondaria.

Ha dichiarato con determinazione: “Non posso e non voglio rimanere in silenzio dopo i fatti avvenuti nel fine settimana in Campania, Calabria e Sicilia: il nostro movimento ha diverse problematiche da affrontare e risolvere, ma la tutela di chi scende in campo per garantire il rispetto delle regole deve rappresentare una priorità di sistema”. Questa affermazione evidenzia la volontà di porre la salvaguardia degli arbitri al centro dell'agenda federale, riconoscendola come un elemento imprescindibile per la salute dell'intero sistema calcio.

Malagò ha inoltre insistito con vigore sul profondo valore umano e istituzionale che la funzione arbitrale riveste, rifiutando categoricamente di ridurre il problema a una mera questione interna alla categoria dei fischietti.

Ha ribadito con chiarezza: “Non è soltanto una questione legata all'attività arbitrale: è una questione di dignità, di rispetto delle persone e della funzione che ciascuno svolge all'interno della nostra comunità sportiva”. La condanna espressa dalla Figc si estende, pertanto, non solo all'aggressione fisica diretta, ma anche a ogni forma di pressione psicologica o minaccia verbale capace di alterare e compromettere il senso educativo, etico e formativo intrinseco del gioco del calcio.

Il caso in Sicilia: un episodio emblematico nei campionati giovanili

Tra i numerosi episodi che hanno catalizzato l'attenzione pubblica e sportiva, emergendo come simbolo di questa preoccupante tendenza, si annovera l'aggressione subita da Cristian D’Angelo.

Si tratta di un giovane arbitro appartenente alla sezione AIA di Messina. L'incidente si è verificato al termine di una partita del campionato Under 15 Elite, che vedeva contrapporsi le squadre Jonica FC e Katane Soccer. La gara era stata disputata sabato 26 settembre 2026 presso lo stadio comunale “Nuovo Bucalo” di Santa Teresa di