Il Milan risponde alle critiche dopo il ko europeo contro il Benfica e supera il Lecce con un netto 3-0 a San Siro. Una prestazione convincente per i rossoneri, capaci di controllare la gara e di trovare tre reti di ottima fattura. Al termine della sfida, Ruben Amorim ed Eusebio Di Francesco hanno commentato ai microfoni di DAZN quanto visto sul terreno di gioco.

Amorim: “Bella vittoria, stiamo affrontando un processo”

Il tecnico del Milan ha evidenziato soprattutto la qualità della prestazione e la maggiore dinamica mostrata dalla squadra: Bella vittoria e sono felice non solo per il controllo del pallone che ha avuto la mia squadra ma anche perché i miei ragazzi hanno corso tanto e bene.

Nelle scorse partite siamo stati un po' bloccati e statici ma oggi le cose sono andate in maniera diversa”. Amorim ha poi sottolineato il percorso di crescita che attende i rossoneri, anche in relazione alle altre squadre:Penso che le altre hanno avuto più tempo per stare insieme quindi è normale che giochino con più amalgama rispetto a noi. La cosa molto importante però è che noi non abbiamo perso troppi punti anche contro avversarie dirette come la Juventus e anzi penso che avremmo meritato di più sia contro i bianconeri che contro la Lazio. Dobbiamo capire in ogni caso che stiamo affrontando un processo”.

Infine, il portoghese ha spiegato come le caratteristiche dell'avversario possano influenzare le scelte: “E' un gioco in cui abbiamo bisogno di avere molto la palla ma credo che ogni partita è differente dall'altra.

Quindi è normale che in alcune partite come quella di oggi in cui c'era un blocco basso, Modric può fare la differenza, mentre altre, come quella con la Lazio, magari c'é bisogno di più fisicità”.

Di Francesco: “Dovevamo essere più coraggiosi”

Di Francesco ha invece analizzato le difficoltà incontrate dal Lecce, evidenziando soprattutto la mancanza di energia e di coraggio mostrata dalla squadra: Credo che se noi veniamo a giocare a San Siro e non siamo energetici facciamo una brutta fine. La cosa che mi da fastidio più di tutte è che diamo la sensazione di non essere mai pericolosi contro i rivali. Se i difensori ad esempio danno la palla al portiere che rinvia, noi dobbiamo essere bravi a conquistare le seconde palle.

Un'altra cosa che non sopporto è che loro attaccavano la profondità mentre noi nei primi 45 minuti non l'abbiamo mai fatto”.

Sul primo gol del Milan, l'allenatore salentino ha poi riconosciuto sia l'errore difensivo sia la qualità di Pulisic: “Nel gol di Pulisic dovevamo scappare molto più velocemente di quanto abbiamo fatto, poi per carità davanti avevamo un calciatore di una qualità altissima come l'americano, che in pochi metri si è inventato quella giocata. E' ovvio comunque che ci sono delle differenze nette fra le due rose ma io volevo almeno rendergli la vita complicata e per fare questo, saremmo dovuti essere più coraggiosi. Poi su altri aspetti, come quello fisico, non credo ci sia troppa differenza, perché 90 minuti sono pesanti per noi ma anche per loro”.