La Procura di Monza ha formalmente richiesto, in data 18 settembre 2026, l'archiviazione della sezione d'indagine concernente le presunte “bussate” nella sala Var di Lissone. Questo filone investigativo, originariamente trasmesso dai pubblici ministeri di Milano, aveva coinvolto figure di spicco del mondo arbitrale, tra cui l'ex designatore Gianluca Rocchi, l'ex supervisore Var Andrea Gervasoni, e gli ex varisti Luigi Nasca e Rodolfo Di Vuolo, tutti indagati per concorso in frode sportiva. Gli episodi sotto esame si riferivano a partite disputate tra il 2024 e il 2025.

La richiesta di archiviazione giunge al termine di approfonditi accertamenti sulle asserite interferenze all'interno della sala Var, avvenute durante le valutazioni cruciali degli ufficiali di gara. La Procura ha specificato che l'analisi degli atti non ha rivelato condotte “di natura fraudolenta” né un intento doloso volto ad alterare i risultati delle competizioni sportive. Questa decisione segna un passo significativo nella vicenda.

Il trasferimento del fascicolo da Milano a Monza

La parte dell'inchiesta relativa alla sala Var è pervenuta alla Procura di Monza a seguito di una separazione dal più ampio filone investigativo sulle presunte interferenze nelle designazioni arbitrali. La competenza territoriale è stata attribuita ai magistrati monzesi in virtù della localizzazione della sala Var oggetto degli accertamenti, situata a Lissone, nella provincia di Monza e Brianza.

Il procedimento ha quindi seguito un percorso autonomo e ben definito rispetto all'altra componente dell'indagine sul sistema arbitrale.

Tra i casi specifici esaminati nel corso dell'indagine figuravano incontri come Udinese-Parma e Salernitana-Modena, entrambi risalenti al 2025. L'ipotesi investigativa iniziale verteva su presunti interventi esterni che si sarebbero verificati mentre gli ufficiali di gara erano impegnati nella valutazione di decisioni tramite il sistema Var. Le posizioni di Rocchi, Gervasoni, Nasca e Di Vuolo erano già state considerate in questa specifica tranche trasmessa alla Procura di Monza.

Le indagini separate sulle designazioni arbitrali

Il capitolo investigativo riguardante gli eventi di Lissone è rimasto distinto da quello incentrato sulle presunte interferenze nelle designazioni degli arbitri.

Per quest'ultimo filone, la Procura di Milano aveva già avanzato una richiesta di archiviazione in data 14 luglio. Tale richiesta si basava sulla valutazione di insufficienti elementi per sostenere l'esistenza di un sistema strutturato di frode nel processo di designazione. Gli atti relativi a questa parte dell'inchiesta erano stati altresì trasmessi alla giustizia sportiva per le opportune valutazioni.

In una data successiva, il 18 settembre 2026, anche la Procura federale ha richiesto l'archiviazione per il filone concernente le designazioni. Questa ulteriore richiesta, giunta dopo ulteriori approfondimenti, consolida la direzione verso la chiusura di entrambi i principali rami dell'inchiesta sul mondo arbitrale, avviando così alla conclusione anche il capitolo relativo agli episodi nella sala Var di Lissone.