Il Bologna ha deciso di voltare pagina in panchina, annunciando la fine del rapporto con l’allenatore Tedesco dopo un avvio di campionato decisamente deludente. Con un solo punto conquistato in quattro giornate, la dirigenza rossoblù ha optato per un cambio di rotta, affidando la guida tecnica a Raffaele Palladino. Il nuovo tecnico ha siglato un contratto che lo legherà al club fino al 2029, aprendo così un nuovo scenario non solo per la squadra, ma anche per gli appassionati di Fantacalcio. L’arrivo di un nuovo allenatore, infatti, può incidere profondamente su ruoli, gerarchie e, di conseguenza, sul rendimento dei giocatori in ottica fantacalcistica.

Le scelte tattiche di Palladino: moduli e principi di gioco

Raffaele Palladino è riconosciuto come un allenatore dalla spiccata versatilità tattica, capace di alternare efficacemente il 4-2-3-1 e il 3-4-2-1. Le sue precedenti esperienze, in particolare quelle maturate alla Fiorentina e all’Atalanta, sono considerate indicative del suo approccio: un tecnico propenso a valorizzare gli esterni a tutta fascia e i giocatori con una naturale propensione al bonus. Questa filosofia di gioco suggerisce che il suo arrivo potrebbe modificare in maniera significativa il peso fantacalcistico di numerosi elementi all'interno della rosa del Bologna.

Le prime risposte sulle sue intenzioni tattiche potrebbero giungere già in occasione dell’esordio stagionale contro il Torino.

In un’ipotetica configurazione con la difesa a tre, diversi profili potrebbero vedere un incremento delle loro quotazioni e del loro spazio nelle gerarchie. Nomi come Holm, Miranda e Zortea, ad esempio, potrebbero guadagnare posizioni di rilievo. Analogamente, Theate, impiegato come braccetto, potrebbe esprimere al meglio le sue potenzialità in un contesto tattico più congeniale alle sue caratteristiche. La riorganizzazione della struttura difensiva si configura, dunque, come uno dei primi e più importanti aspetti da monitorare attentamente nelle scelte iniziali del neo-allenatore.

Gerarchie in campo: chi sale e chi rischia di perdere spazio

A centrocampo, il nuovo assetto tattico introdotto da Palladino potrebbe comportare una riduzione delle rotazioni per alcuni elementi della rosa, mentre altri potrebbero emergere.

In questo contesto, Amondarain è indicato come un potenziale investimento di rilievo, la cui valorizzazione potrebbe essere una delle priorità del tecnico. Per quanto riguarda il reparto offensivo, il ballottaggio per il ruolo di punta centrale tra Piccoli e Dovbyk rimane una questione aperta. Questo dualismo ricorda la gestione osservata a Bergamo con Krstovic e Scamacca, dove la competizione per un posto da titolare era serrata. Per i fantallenatori, la continuità di impiego dei singoli attaccanti rappresenterà il dato fondamentale da osservare e valutare con attenzione.

Un discorso a parte merita Riccardo Orsolini. Il suo rilancio appare decisamente possibile all'interno di un sistema di gioco meno rigido e più dinamico, specialmente qualora Palladino optasse per il 4-2-3-1.

In questa configurazione, Orsolini potrebbe ritrovare la sua migliore espressione. Tuttavia, la situazione cambierebbe radicalmente con l’adozione del 3-4-2-1: in questo scenario, Orsolini potrebbe pagare dazio, trovandosi a ricoprire il ruolo di trequartista, una posizione che potrebbe limitarne l'efficacia. Accanto a lui, nei due slot alle spalle della punta, potrebbero trovare maggiore spazio giocatori come Cambiaghi o Mbangula, con una conseguente e inevitabile riduzione degli spazi e delle opportunità per Bernardeschi e Odgaard.