La sfida di Champions League tra Fenerbahce e Roma, giocata a Istanbul giovedì 10 settembre 2026, si è conclusa sull'1-1, ma è stata segnata da intense proteste e polemiche. L'attenzione si è concentrata sulla ripresa, quando i giallorossi hanno reclamato ben tre calci di rigore. Protagonisti delle contestazioni sono stati l'attaccante argentino Paulo Dybala, per due episodi distinti, e successivamente il compagno di squadra Wesley. Nonostante le rimostranze, l'arbitro spagnolo Jesús Gil Manzano non ha concesso la massima punizione, valutando in modo diverso i contatti contestati dalla squadra di Gian Piero Gasperini.

Il primo episodio su Dybala: un contatto giudicato lieve

La sequenza degli eventi che ha alimentato le proteste è iniziata dopo il gol del pareggio del Fenerbahce. La Roma si è riversata nella metà campo avversaria, spinta da Dybala. L'argentino ha ricevuto il pallone in area, lo ha difeso e poi è caduto a seguito di una trattenuta di Skriniar, che gli ha appoggiato una mano sulla schiena. Le proteste sono state immediate: sia Dybala che Malen si sono rivolti con insistenza a Manzano, mentre Gasperini si è infuriato in panchina. Le immagini hanno mostrato il contatto, ma il direttore di gara lo ha giudicato troppo lieve per assegnare il rigore. Su una decisione di campo di questa natura, il VAR non è intervenuto per modificare la scelta arbitrale.

Dal penalty revocato al contrasto su Wesley nel finale

Pochi minuti dopo il primo episodio controverso, è stato nuovamente Paulo Dybala a trovarsi al centro dell'azione. Dopo aver dribblato un difensore, l'attaccante della Roma è finito a terra sulla linea dell'area di rigore. In un primo momento, l'arbitro Manzano ha visto il contatto e indicato il dischetto. Tuttavia, ha corretto la sua decisione, concedendo alla Roma soltanto una punizione dal limite dell'area. La tensione non si è placata, e nell'azione immediatamente successiva, anche Wesley è caduto dopo un contrasto, reclamando a sua volta un calcio di rigore. L'arbitro ha lasciato correre, giudicando anche in questo caso il contatto avvenuto fuori dall'area di rigore.

Questi tre episodi ravvicinati hanno contribuito ad alimentare un palpabile nervosismo romanista in una ripresa già di per sé molto intensa.

Il contesto del ritorno in Champions League

Analizzando il quadro generale della gara, l'incontro tra Fenerbahce e Roma si è concluso con un pareggio per 1-1, un risultato che ha segnato il ritorno di entrambe le formazioni nella prestigiosa Champions League dopo lunghe assenze. Per i giallorossi, l'attesa è durata sette anni, mentre per la squadra turca il digiuno dalla massima competizione europea si è protratto per diciotto anni. La Roma aveva iniziato la gara con maggiore piglio, gestendo il possesso del pallone e portandosi in vantaggio al 38' con Cristante, ben servito da Malen.

Il Fenerbahce ha reagito prontamente all'inizio della ripresa, trovando il gol del pareggio già al 47' con Archie Brown, su assist di Greenwood. La partita è proseguita con un'intensità crescente, ma il risultato non è più cambiato, lasciando un sapore agrodolce per la Roma a causa delle decisioni arbitrali contestate.