A Milano, il 21 ottobre 2026, Ruben Amorim ha affrontato con cautela le domande relative allo sfogo di Adrien Rabiot, scaturito dopo i momenti di difficoltà vissuti dal Milan nella recente partita contro l’Atalanta. Alla vigilia dell’importante impegno di Europa League contro il Bournemouth, il tecnico rossonero ha scelto di non dare interpretazioni definitive, preferendo ricondurre la discussione sull'importanza del lavoro tecnico, tattico e mentale che attende la sua squadra.
Amorim ha sottolineato come "ogni partita sia una storia diversa", evidenziando l'impossibilità di trarre conclusioni affrettate o di garantire miglioramenti automatici.
"Dopo il 3-1 avevamo il possesso, non eravamo in pericolo. Dobbiamo capire alcune cose tecnicamente e tatticamente, ci aiuterà mentalmente. Domani non dobbiamo dimostrare niente, dobbiamo concentrarci sulla partita, cercando di vincere in una competizione importante, cercando di non avere più infortuni", ha dichiarato, spostando l'attenzione sull'imminente sfida europea e sulla necessità di evitare ulteriori infortuni.
La gestione dei terzini sinistri
Il tecnico ha poi fornito chiarimenti sulla gestione di Estupinan e Bartesaghi, spiegando che le scelte non derivano da una gerarchia fissa, ma piuttosto dalle specifiche esigenze di ogni incontro. "Principalmente aspetti tecnici. Bartesaghi ha corsa, Estupinan crea più collegamenti e dettagli, crea equilibrio.
Però si stanno alternando. Domani ne vedrete uno e con l’Udinese un altro. A volte sono solo le caratteristiche per ogni partita", ha precisato Amorim, evidenziando la flessibilità tattica alla base delle sue decisioni.
Il potenziale di Loftus-Cheek
Un focus particolare è stato dedicato a Loftus-Cheek, descritto come un calciatore con ampi margini di crescita. "Volevo dire che percepisco che Loftus-Cheek non pensa di poter giocare in Nazionale, ma per me può. Ha grande talento. Il suo problema è più nella testa. Ma è anche ancora giovane. Da allenatore ho più esperienza, non sono tanto diverso come persona. Capisco più il calcio e posso gestire meglio i problemi", ha affermato Amorim, invitando il giocatore a credere maggiormente nelle proprie capacità e suggerendo che la maturità mentale sia la chiave per esprimere appieno il suo talento a livello internazionale.
Le reazioni dopo Milan-Atalanta
Il contesto di queste dichiarazioni è la vittoria del Milan per 3-2 a San Siro contro l’Atalanta. Dopo quella gara, Amorim aveva già espresso la sua visione, affermando che "il risultato è la cosa più importante" e invitando a non focalizzarsi unicamente sul finale di partita. Aveva descritto i primi 66 minuti come il "miglior Milan della stagione", caratterizzati da creazione di occasioni e buon controllo del pallone e delle transizioni, prima di un calo dovuto a stanchezza e nervosismo dopo il gol dell’Atalanta.
Riguardo allo sfogo di Rabiot, che aveva dichiarato "Non meritavamo di vincere, non si può crollare così", il tecnico aveva aggiunto: "Rabiot è molto emotivo quando parla a fine gara e a me piacciono davvero tanto i giocatori emotivi". Aveva anche menzionato la scelta di Moreira come terzino sinistro in quella specifica occasione, completando il quadro delle sue riflessioni post-partita.