L'Ascoli Calcio ha ufficializzato il 16 ottobre 2026 l'acquisizione del Centro sportivo Picchio Village ad Ascoli Piceno. L'operazione vede il club bianconero entrare in una nuova società insieme alle famiglie Passeri, Turla, Ubaldi e Galli, con l'obiettivo di rilanciare le strutture e il settore giovanile. Il complesso sportivo si estende su sette ettari.

Il presidente Bernardino Passeri ha definito l'acquisizione "una pietra miliare". Il centro sportivo passa ora sotto il controllo dell'area bianconera tramite una nuova società che ha acquisito il bene immobile.

L'Ascoli Calcio, che deteneva una quota minoritaria nella precedente società proprietaria, è uscito da essa per confluire nella nuova compagine. Le quote di questa nuova società sono ripartite in misura approssimativamente uguale, circa il 20% ciascuna, tra Ascoli Calcio, la famiglia Passeri, i Turla, gli Ubaldi e i Galli, con una maggioranza relativa tra Ascoli e Passeri.

Il piano di sviluppo per il Picchio Village

Gli interventi prioritari, come indicato da Passeri, prevedono la ristrutturazione dei campi in erba e, successivamente, di quelli sintetici, oltre al completamento della struttura. Il progetto include aree distinte per la prima squadra, le giovanili e il pubblico. Il presidente ha anche accennato a possibili migliorie tecniche e ludiche, e a un'ipotesi, ancora in fase iniziale, per strutture sanitarie e fisioterapiche (per atleti ed esterni) e una foresteria.

Il ruolo del centro sportivo per la città

Alla presentazione è intervenuto anche il sindaco Marco Fioravanti, che ha collegato l'operazione alle infrastrutture sportive cittadine. Il sindaco ha dichiarato: "Oggi investire sulle infrastrutture sportive significa investire sul futuro dell'Ascoli Calcio e della città", evidenziando il ruolo del centro sportivo nell'organizzazione quotidiana del club e nell'attività delle squadre bianconere.

Il precedente assetto societario

Prima dell'ufficializzazione, il dossier Picchio Village era legato al precedente assetto della società Picchio Village Srl. In tale configurazione, il 70% delle quote era in mano agli eredi dell'ex patron Francesco Bellini, mentre il restante capitale era composto da una quota del 20%.