Il 6 ottobre 2026 ha segnato un momento cruciale per il calcio italiano: Giovanni Malagò, attuale presidente della Federcalcio, è stato designato come commissario della FIGC. Questa decisione è maturata al termine di un passaggio decisivo negli organi del CONI. La Giunta esecutiva del CONI ha approvato all’unanimità il commissariamento della Federcalcio e l’affidamento dell’incarico a Malagò, aprendo ora la fase formale di ratifica da parte del Consiglio nazionale.
La soluzione è giunta dopo un confronto preliminare tra Luciano Buonfiglio e Giovanni Malagò, avvenuto prima della riunione della Giunta esecutiva del CONI, convocata per le 13.
L'accordo, descritto come una mediazione tra schieramenti contrapposti, è stato determinante per l'intesa. Giunio De Sanctis, presidente del CIP, ha partecipato con un ruolo di garanzia, precedendo la decisione dell’organo esecutivo e spianando la strada all'unanimità del voto in Giunta.
Il passaggio in Giunta e la nomina del commissario
Il voto unanime della Giunta esecutiva del CONI ha dato il via libera al commissariamento della Federcalcio, individuando in Giovanni Malagò la figura incaricata di guidare questa fase. Il significato politico-istituzionale della decisione risiede nella convergenza raggiunta dopo il confronto preliminare: una soluzione interna, affidata all'attuale presidente federale, che ha permesso di superare lo stallo tra posizioni contrapposte.
Il percorso non è ancora concluso. Dopo l'approvazione della Giunta, il provvedimento deve passare alla ratifica del Consiglio nazionale, convocato per le 14. Solo questo passaggio completerà l'iter formale del commissariamento, rendendo pienamente operativo l'incarico assegnato a Malagò.
Il quadro istituzionale del calcio italiano
Il commissariamento della FIGC si inserisce in una fase delicata per il governo del calcio italiano. La decisione della Giunta esecutiva del CONI, pur attribuendo il ruolo di commissario all'attuale presidente della Federcalcio, indica una linea di continuità nella gestione. La necessità della ratifica da parte del Consiglio nazionale conferma che il procedimento è articolato in più passaggi e richiede il completamento previsto dagli organi sportivi competenti.