La Fifa, Federcalcio mondiale, ha ufficialmente preso atto delle scuse pubblicate dal quotidiano britannico The Times. L'intervento è giunto il 20 ottobre 2026, dopo la rettifica di un articolo giudicato inaccurato e dannoso sul presidente Gianni Infantino. Con un comunicato, la Fifa ha dichiarato di "prendere atto delle scuse pubblicate oggi dal Times a seguito di un rapporto inaccurato e dannoso". La controversia verteva sulla presunta "seconda retribuzione" del numero uno della Federcalcio mondiale.

La correzione sul presunto secondo stipendio

Al centro della vicenda vi era l'affermazione secondo cui Gianni Infantino avrebbe ricevuto un "secondo stipendio" non divulgato dalla Fifa. Il Times ha ora corretto la sua versione, ammettendo che la precedente notizia su una seconda retribuzione non divulgata era inesatta e che "non c'era alcuna seconda retribuzione". La precisazione chiarisce il punto principale contestato dalla Fifa, che aveva definito il rapporto erroneo e lesivo.

Chiarimenti su spese, rimborsi e proprietà a Miami

Le rettifiche del Times hanno riguardato anche il trattamento di spese e rimborsi. Il quotidiano ha specificato che i regolamenti svizzeri non richiedono alla Fifa di includere nel suo rapporto annuale spese e rimborsi percepiti da Infantino, non essendo questi considerati compensi.

Un ulteriore chiarimento ha interessato una proprietà a Miami e la società Shadi LLC. Il Times ha riconosciuto che Infantino non ha acquistato la proprietà a un valore sottostimato e che né lui né la sua famiglia sono proprietari o controllori di Shadi LLC, come precedentemente suggerito. Il quotidiano ha infine espresso scuse a Infantino e alla Fifa per gli errori.

La ferma posizione della Fifa

Dopo le scuse e le rettifiche, la Fifa ha ribadito la sua linea netta contro ricostruzioni ritenute false o fuorvianti. La federazione ha affermato che "esiste uno sforzo concertato e in corso da parte di alcuni per minare la Fifa e il suo presidente". Per questo, ha "esortato i media ad agire in modo responsabile e a verificare attentamente" le fonti prima di pubblicare notizie potenzialmente dannose.