Gianni Infantino, presidente uscente della Fifa, ha rivendicato il sostegno della vastissima maggioranza del calcio mondiale e ha annunciato l'intenzione di concorrere per un quarto mandato. Intervistato a Baku, in Azerbaigian, ha riconosciuto l'importanza di migliorare il dialogo con i critici. Ha tuttavia implicitamente respinto le richieste di dimissioni seguite allo scandalo del progetto di commercializzazione delle competizioni Fifa tramite investitori privati.
Il presidente ha basato la sua difesa sul processo decisionale interno della federazione.
Ha affermato che "in un'organizzazione come la Fifa possono esserci punti di vista diversi", sottolineando che, in un contesto democratico, è fondamentale rispettare le opinioni della maggioranza delle 211 federazioni. Ha inoltre evidenziato l'esigenza di evitare che il dissenso si trasformi in una rottura, dichiarando: "È giusto avere disaccordi, ma dobbiamo essere capaci di discuterne, capirci e andare avanti".
Il dibattito sul piano Fifa Forward Enterprise
Il punto più controverso della sua gestione è il piano Fifa Forward Enterprise, un progetto per consentire a investitori privati di acquisire una partecipazione nei ricavi delle competizioni. Questo piano è stato accantonato a soli tre giorni dalla pubblicazione dell'inchiesta che lo aveva rivelato.
La Uefa, in risposta, ha presentato 42 domande, fissando il 2 novembre come scadenza per ricevere chiarimenti su vari aspetti della gestione federale. Infantino ha garantito che fornirà le risposte. Parallelamente, la Uefa ha intrapreso un'azione legale negli Stati Uniti e sta considerando un candidato alternativo per le elezioni presidenziali di marzo.
Sostegni e sfide future
Tra gli altri motivi di attrito, figura l'assegnazione del premio per la pace della Fifa all'ex presidente americano Donald Trump. A rafforzare la posizione di Infantino è giunto il sostegno dello sceicco Salman bin Ibrahim Al Khalifa, presidente della Confederazione asiatica (Afc). Quest'ultimo ha confermato il proprio appoggio a un nuovo mandato, pur avendo espresso critiche nei confronti del dirigente svizzero in precedenza. L'Asia rappresenta un blocco di 46 voti sui 211 complessivi, e Infantino può contare su un sostegno significativo anche in Africa e Sud America.