A Firenze, il 1 ottobre 2026, il presidente della FIGC, Giovanni Malagò, è intervenuto a margine dell’assemblea di Lega Pro per commentare le dimissioni di Diana Bianchedi dal ruolo di capodelegazione della Nazionale. Malagò ha difeso la scelta di Bianchedi, definendo l'intervento del ministro per lo Sport, Andrea Abodi, come "fuori luogo". La decisione di Bianchedi è giunta in seguito alle dichiarazioni di Abodi, che aveva criticato la posizione della dirigente in disaccordo con il presidente Buonfiglio sul commissariamento della federpesi.
La ferma difesa della scelta di Bianchedi
Malagò ha espresso un giudizio inequivocabile sulla scelta della dirigente, collegandola direttamente al clima generato dalle parole del ministro. Per il presidente della FIGC, la decisione di Bianchedi è "una scelta che non posso che condividere". Ha poi definito l'intervento di Abodi come "non convenzionale, sgrammaticata, fuori luogo", aggiungendo: "Credo che sia impossibile darle torto". Questo passaggio sottolinea non solo una presa d'atto, ma un esplicito sostegno a una decisione ritenuta coerente con gli eventi.
Il numero uno della FIGC ha ampliato la sua riflessione sul rapporto tra l'intervento politico e il mondo del calcio. "Non mi sembra che da parte del ministro sia stata l'unica uscita su questioni che riguardano il calcio.
I fatti mi sembrano molto chiari", ha affermato. Ha quindi chiarito il motivo del turbamento di Bianchedi: "Diana è stata particolarmente turbata dal fatto che il ministro per lo Sport entri nel merito di quelli che sono i comportamenti all'interno della giunta".
Il richiamo all’autonomia dello sport
Nel suo intervento, Malagò ha ribadito con forza il principio dell'autonomia sportiva, rifiutando qualsiasi interpretazione personale o di schieramento della vicenda. "Il giudizio è unanime se vai a guardare, è un dato di fatto quello che sta succedendo", ha dichiarato. "Qui non si tratta di essere amici di Mario o di Carlo, di Giovanni o di Luciano: è evidente che c'è questo palese intervento che secondo me è in assoluto sbagliato, in nome di quelle che sono le dinamiche dell'autonomia dello sport".
Il tema è stato quindi presentato non come un contrasto individuale, bensì come una fondamentale questione istituzionale all'interno del sistema sportivo.
Riguardo al proprio futuro alla guida della FIGC, Malagò ha risposto con toni di fiducia e serenità. "Io sono molto tranquillo. Sbaglierò, non lo so: ma non credo. Io lo faccio da volontario".