Giovanni Malagò, attuale commissario della Figc, è tornato il 12 ottobre 2026 sulla controversa nomina di Diana Bianchedi a capodelegazione della nazionale azzurra. Intervenuto nel programma Radio Anch’io Sport su Radio 1, Malagò ha risposto a una domanda specifica sulle mosse che non rifarebbe, chiarendo che il suo rammarico non riguarda la scelta della persona, ma piuttosto il momento in cui tale decisione è stata resa operativa.
Malagò ha ribadito la sua ferma convinzione sul valore e l'idoneità della nomina. Ha definito Bianchedi la figura adatta a rappresentare un “ponte culturale” tra il mondo del calcio e quello degli altri sport, richiamando il suo solido curriculum professionale, sportivo e imprenditoriale.
La sintesi del suo ragionamento è stata espressa con chiarezza: “Ho sbagliato il timing”, riconoscendo un errore nella tempistica della decisione.
La scelta e le sue conseguenze
Nel ricostruire l'iter della nomina, Malagò ha precisato che la decisione era maturata nel mese di agosto, un periodo in cui, come ha ricordato, il calcio era sostanzialmente fermo. Il campionato non era ancora iniziato e la fase finale del Mondiale si era appena conclusa. In tale contesto, il commissario Figc ha affermato che la nomina era stata attentamente costruita attraverso contatti con le persone coinvolte, un processo che ha difeso come corretto dal punto di vista procedurale e pienamente coerente con l'obiettivo di introdurre competenze esterne e trasversali all'interno dell'ambiente della nazionale.
Il problema principale, secondo l'interpretazione fornita da Malagò, è stato l'effetto generato dalla tempistica scelta. La nomina di Bianchedi è stata percepita da una parte dei media e dell'ambiente calcistico come un vero e proprio “sasso nello stagno”, quasi una “provocazione”. Questa percezione, ha aggiunto, ha innescato un “casus belli” che, a suo giudizio, non trovava alcuna giustificazione oggettiva. La sua conclusione è stata un atto di autocritica: anche una decisione considerata intrinsecamente logica e valida deve necessariamente confrontarsi con il momento opportuno in cui viene presa e comunicata al pubblico.
Le dimissioni di Diana Bianchedi
La vicenda legata a Diana Bianchedi aveva già vissuto un momento di svolta significativo.
Il 30 settembre 2026 era stata infatti riportata la sua decisione di rassegnare le dimissioni dall'incarico di capodelegazione della Nazionale. Tale scelta era giunta in seguito alle dichiarazioni di Andrea Abodi, ministro dello Sport, il quale l'aveva invitata a una profonda riflessione sulla sua posizione di vicepresidente vicaria del Coni, in un contesto caratterizzato da crescenti tensioni interne alla Giunta.