Roberto Mancini ha tracciato a Bologna, il 6 ottobre 2026, un primo bilancio della sua gestione alla guida dell'Italia, dopo la vittoria per 3-1 contro la Turchia al Dall’Ara in Nations League. Il successo, che chiude il primo ciclo di incontri, ha lasciato al CT una valutazione complessivamente positiva sul gruppo, sui giovani talenti e sulla concreta prospettiva di giocarsi la qualificazione a Bruxelles. Tuttavia, nel racconto della serata, è emerso anche un profondo vuoto personale: quello lasciato da Gianluca Vialli.
Il commissario tecnico ha espresso chiaramente il suo ottimismo: "Sono felice di vedere un gruppo che si sta formando, un gran bel gruppo, con talenti che crescono e cresceranno e del fatto che a Bruxelles ci giocheremo la qualificazione".
A queste parole, Mancini ha aggiunto un passaggio più intimo e toccante, rivelando: "Mi è mancato Vialli". Un richiamo emotivo che ha permeato una serata che, sul campo, ha fornito segnali incoraggianti per la Nazionale, consolidando il secondo posto momentaneo nel girone.
I giovani talenti e l'analisi sui singoli
Dalla sfera emotiva, Mancini è passato all'analisi tecnica, promuovendo le prestazioni di coloro che hanno avuto l'opportunità di scendere in campo. Ha sottolineato l'importanza di incontri di questo calibro per accelerare la crescita dei calciatori: "Bene gli esordienti Vergara e Doumbia. Il secondo è più avanti, fa la Champions, gioca da protagonista in Champions. Buona partita anche di Romano.
Romano e Vergara devono giocare partite come queste per alzare il livello". Un capitolo di rilievo è stato dedicato a Pio Esposito, autore del suo settimo gol in tredici presenze con la maglia azzurra. Mancini ne ha elogiato la "fame di lottare, di giocare e di segnare: è straordinario sotto questo aspetto". Il CT ha espresso grande fiducia nelle sue potenzialità, affermando: "Nel giro di un paio di anni credo possa diventare un attaccante che fa anche giocare con continuità e tranquillità la squadra, come Vieri e Toni". Ha poi aggiunto un paragone significativo: "Per caratteristiche Pio assomiglia più a Toni, per fisicità e qualità tecniche ha le carte in regola per diventare un grande attaccante come lo sono stati Vieri e Toni, ha nelle proprie corde la possibilità di fare una grande carriera di quel tipo".
Riccardo Calafiori, il leader emergente
Tra i protagonisti della serata, un ruolo centrale è stato ricoperto da Riccardo Calafiori, andato a segno proprio nella "sua" Bologna. Mancini lo ha descritto con parole di grande apprezzamento: "Giocatore straordinario a livello fisico, intellettivo e calcistico: è già uno dei leader di questo gruppo". Il commissario tecnico ha infine sottolineato come la vittoria non fosse scontata, "E in un gruppo così non era scontato", lasciando intendere le sfide affrontate.