Roma, 10 ottobre 2026, ore 17:55. Francesco Massini è il nuovo presidente dell’AIA, assumendo la guida degli arbitri italiani dopo un serrato ballottaggio. La nomina, da Roma, conclude una consultazione interna dall’esito ravvicinato, necessaria non avendo alcun candidato ottenuto la maggioranza al primo turno.

L'esito del voto e il nuovo presidente

Massini, già vicepresidente, ha ottenuto 461 preferenze. Carlo Pacifici si è fermato a 441 voti. Su un totale di 912 votanti, la differenza tra i due è stata di appena 20 preferenze, un margine ristretto che conferma l’equilibrio della competizione per la massima carica arbitrale.

Il ballottaggio si è reso indispensabile dopo la prima tornata elettorale, dalla quale era stato escluso Narciso Pisacreta. La sfida finale ha visto contrapporsi Massini e Pacifici, con il primo che ha raccolto il maggior numero di voti, assicurandosi l’incarico di presidente.

Continuità e sfide per l'AIA

Massini, già vicepresidente, rappresenta la continuità con la gestione precedente. La sua elezione è frutto di un confronto interno con numeri molto vicini e ampia partecipazione, con 912 votanti registrati. A Massini spetta ora la responsabilità di guidare gli arbitri italiani in un periodo di elevata attenzione sul settore.

Carlo Pacifici, sconfitto al ballottaggio, ha ottenuto 441 preferenze, mentre Narciso Pisacreta non ha avuto accesso alla votazione decisiva, escluso dopo il primo turno.

Questi dati delineano la giornata elettorale: una presidenza assegnata al secondo scrutinio, una differenza contenuta tra i due principali candidati e un passaggio istituzionale che ridefinisce il vertice dell’AIA.

Il contesto pre-elettorale

Alla vigilia di questa importante scelta, l’assemblea elettiva era stata presentata come il momento cruciale per individuare il successore di Zappi. I candidati in corsa erano tre: Francesco Massini, Carlo Pacifici e Narciso Pisacreta. La platea prevista era di 950 delegati.