A Buenos Aires, in una giornata cruciale per il processo sulla morte di Diego Armando Maradona, l'avvocato Fernando Burlando, legale delle figlie Dalma e Gianinna Maradona, ha avanzato richieste di condanna severe. Il 15 ottobre 2026, nella fase conclusiva delle arringhe delle parti civili, Burlando ha puntato il dito contro il neurochirurgo Leopoldo Luque e altri membri dello staff medico che seguiva l'ex calciatore. L'udienza si è tenuta presso il tribunale di San Isidro, al centro di un dibattimento volto a chiarire le responsabilità relative agli ultimi, tragici giorni di vita di Maradona.

Le Richieste di Condanna per lo Staff Medico

Le richieste formulate dalla parte civile sono state particolarmente dure. Per il reato di omicidio semplice con dolo eventuale, l'avvocato Burlando ha sollecitato una condanna a 15 anni di reclusione per Leopoldo Luque, il neurochirurgo al centro delle accuse. Similmente, sono stati chiesti dodici anni per Nancy Forlini, coordinatrice dell’assicurazione sanitaria Swiss Medical, e dieci anni per la psichiatra Agustina Cosachov. Le pene richieste proseguono con cinque anni per lo psicologo Carlos Diaz e quattro anni per l'infermiere Ricardo Almiron e il suo superiore Mariano Perroni; per questi ultimi tre, l'accusa è stata specificata come omicidio colposo.

Unica eccezione tra gli imputati, il legale ha invocato l'assoluzione per il medico clinico Pedro Di Spagna, ritenuto estraneo ai fatti, una posizione già sostenuta anche dal magistrato dell'accusa.

L'Arringa Accorata: "Assassinato a Sangue Freddo"

L'arringa pronunciata mercoledì 14 ottobre si è distinta per essere la più lunga, con una durata di oltre tre ore, e tra le più intense ed emotive udite finora in questa fase processuale. L'avvocato Burlando ha utilizzato un linguaggio incisivo per descrivere la presunta condotta degli imputati: "Hanno ucciso un eroe mitologico, un guerriero capace di viaggiare verso l’oblio e la morte e di farvi ritorno a proprio piacimento. E lo hanno fatto in modo vile, sfruttando la sua salute cagionevole".

Il legale ha poi rafforzato la posizione della parte civile, riaffermando con forza: "All’inizio di questo processo ho detto che Diego è stato assassinato. Oggi, lo ripeto: è stato assassinato a sangue freddo, e quell’affermazione non si basa più su ciò che ha presentato la difesa o su quanto sostenuto da Dalma e Gianinna. Oggi quella tesi si fonda su tutte le prove che sono emerse nel corso di queste udienze". Queste parole sottolineano la convinzione che la morte di Maradona non sia stata un evento casuale, ma il risultato di precise omissioni e responsabilità.

Nel corso della sua esposizione, il legale ha fermamente insistito sulle condizioni precarie in cui Diego Armando Maradona sarebbe stato assistito e sulla negligenza nel considerare segnali clinici gravi.

Burlando ha descritto con toni forti l'ambiente in cui l'ex calciatore si trovava, affermando: "Diego è stato ricoverato in quella casa che ho definito un porcile, ma ci è̀". Questa dichiarazione ha evidenziato la gravità delle accuse mosse contro lo staff medico, suggerendo una totale mancanza di cure adeguate e di attenzione ai bisogni del paziente, elementi che avrebbero contribuito fatalmente al suo decesso.