A Genova, il 31 ottobre 2026, una massiccia protesta dei tifosi della Sampdoria ha animato le strade della città, culminando in un corteo diretto verso lo stadio Ferraris. La mobilitazione, iniziata già dalle prime ore del mattino con l'esposizione di striscioni in diversi punti strategici, ha raggiunto il suo apice nel pomeriggio. Migliaia di sostenitori della Gradinata Sud si sono radunati a Corte Lambruschini, sfilando poi compatti verso l'impianto sportivo, in vista della partita delle 19:30 contro la Virtus Entella.
Contestazione ai vertici societari e slogan inequivocabili
Il messaggio centrale, forte e chiaro, scelto dalla tifoseria blucerchiata è stato «Liberate la Sampdoria». Questo slogan è apparso su numerosi manifesti e striscioni esposti in città fin dal mattino, ed è stato poi scandito con forza dai partecipanti durante il corteo verso il Ferraris. La contestazione ha mirato direttamente alla proprietà e ai vertici societari, con espliciti riferimenti al presidente Francesco De Gennaro e al CEO Claudio Morelli. Le strade sono state teatro di un dissenso dichiarato e visibile contro la gestione del club, evidenziato da ulteriori striscioni specifici.
Nel corso della manifestazione, l'intensità della protesta è stata sottolineata dalla comparsa di quattro striscioni raffiguranti le immagini di De Gennaro, Fredberg, Tey e Walker, capovolte e barrate con una 'X' sul volto.
Il percorso del corteo è stato accompagnato dall'accensione di fumogeni e dall'esplosione di alcuni petardi, contribuendo a un'atmosfera di forte impatto visivo e sonoro. È importante notare che, nonostante il fragore e la visibilità, la mobilitazione non ha incluso cori diretti contro la squadra o l'allenatore. Il focus della contestazione è rimasto saldamente sulla governance societaria, ritenuta dai tifosi la principale responsabile della fase di forte tensione che avvolge la Sampdoria.
L'organizzazione e le motivazioni della mobilitazione
L'iniziativa del corteo era stata promossa dai Gruppi della Sud e dalla Federclubs, con un appuntamento fissato per le 16:30 a Corte Lambruschini. Un messaggio diffuso in precedenza aveva esortato i tifosi a partecipare con l'invito «Tutti al corteo», delineando una linea dura e intransigente nei confronti dei vertici societari.
La nota esprimeva chiaramente il sentimento della base: «siamo delusi? Sì. Siamo incazzati? Certo, e anche tanto. Quanto odiamo la alta dirigenza? Quanto loro non possano nemmeno immaginare». L'obiettivo dichiarato era inequivocabile: «Per chi ancora non l’avesse capito, il nostro unico obiettivo è e sarà cacciarli via dalla Sampdoria».
La protesta è stata ampiamente descritta come civile ma decisa, un'espressione tangibile del profondo malcontento che pervade l'ambiente blucerchiato.