Le regole UEFA per Euro 2032 sono state chiarite il 7 ottobre 2026, stabilendo un requisito fondamentale per gli stadi italiani candidati a ospitare la competizione: tutti gli spettatori dovranno avere un posto a sedere. La precisazione del ministro per lo Sport Andrea Abodi ha un impatto diretto sullo stadio comunale Luigi Ferraris di Genova, noto come Marassi.

Il vincolo UEFA: niente posti in piedi per Euro 2032

Il ministro Abodi, rispondendo a un'interrogazione alla Camera, ha delineato il quadro normativo. L'UEFA, fin dalla fine degli anni '80, ha imposto un divieto assoluto per i posti in piedi negli stadi sotto la sua giurisdizione.

Sebbene una sperimentazione tra il 2022 e il 2024 abbia introdotto una deroga per alcune competizioni, permettendo posti in piedi se autorizzati dalle legislazioni nazionali, Abodi ha sottolineato che "Tale deroga non è prevista per i campionati europei di calcio Euro 2032". Ciò fissa un vincolo chiaro per gli impianti coinvolti nella candidatura italiana.

Marassi e la trasformazione delle gradinate

Il chiarimento riguarda in modo specifico il progetto di ristrutturazione interna dello stadio Luigi Ferraris. Dagli elementi acquisiti, il ministro ha evidenziato che "lo stesso progetto non contempla la previsione di posti in piedi e non potrebbe essere diversamente vista la citata candidatura a fronte del divieto previsto dalle norme tecniche della UEFA".

Le storiche gradinate Nord e Sud di Marassi, tradizionalmente animate dai tifosi di Genoa e Sampdoria, subiranno una profonda trasformazione con i lavori di adeguamento.

Il bivio per la candidatura italiana

Abodi ha ribadito la piena disponibilità al confronto con tutti i soggetti interessati, ma ha anche chiarito l'alternativa in gioco. La scelta è tra proseguire nel percorso di candidatura per Euro 2032, rispettando integralmente i requisiti imposti dalla UEFA, oppure optare per un progetto differente, uscendo di fatto dalla procedura europea. Questo bivio evidenzia la necessità di una decisione chiara in merito alla conformità degli stadi italiani alle direttive continentali.