Il triplice omicidio di Caselle Torinese del 3 gennaio scorso ha preso una svolta che richiederà nuovi e più profondi accertamenti. Oggi è stata tratta in arresto la compagna di Giorgio Palmieri, pregiudicato torinese di 56 anni e reo confesso dell'omicidio, che aveva rilasciato una deposizione in cui dichiarava di essere stato da solo a compiere l'efferato delitto.



Invece Dorotea De Pippo, 55 anni, già collaboratrice domestica della famiglia Allone, è stata tratta in arresto con la grave accusa di concorso nell'omicidio di Claudio Allone, della moglie Maria Angela Greggio e della suocera Emilia Campo Dell'Orto.





La De Pippo si era sempre dichiarata estranea alla vicenda, senza mai però aver convinto gli inquirenti. Pare addirittura che la donna abbia effettuato acquisti con il bancomat di una delle vittime, lasciando così dietro di sé una traccia inequivocabile.



Da chiarire con esattezza il suo ruolo nell'accaduto che sembra scaturito, secondo la deposizione, da un momento immediatamente successivo ad un incontro avuto nella casa di Caselle dove il Palmieri si era recato per comunicare di non essere in grado di restituire un prestito ricevuto di 500 euro.





La tensione del momento pare abbia scatenato la furia omicida perpetrata attraverso l'uso di un tagliacarte che l'assassino aveva portato già con se al momento della visita. Dal fermo dobbiamo supporre quindi che all'incontro fosse presenta anche la sua compagna De Pippo il cui ruolo nell'intera vicenda sarà chiarito nelle prossime ore.

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