E'il quotidiano Secolo XIX a svelare la notizia dell'iscrizione nelregistro degli indagati per bancarotta fraudolenta Tiziano Renzi,padre del più famoso presidente del Consiglio Matteo. I fattirisalgono ad alcuni mesi addietro e nell'inchiesta in atto cisarebbero finiti anche tre ex amministratori della società. Tra iclienti della Chil Post figurava anche un nome eccellente nellapersona di Denis Verdini, il proprietario del Giornale di Toscana.

Ilfallimento della Chil Post

Siamoa maggio 2013, epoca precisa a cui risale il fallimento della societàche il padre del premier aveva venduto ad un imprenditore ligure nel2004, prima che succedesse il misfatto. Nello specifico, la societàin questione si occupava della vendita e della distribuzione deigiornali alle edicole della provincia ligure, con l'intestazionefatta a nome del premier e delle sue sorelle. Il curatore che ne havisionato i libri ha rilevato transazioni sospette oltre a contributifigurativi intestati all'attuale premier. Per Tiziano Renzi puntale èarrivato l'arrivo di garanzia notificatogli dalla procura dellarepubblica di Genova per l'ipotesi di bancarotta fraudolenta.

Unacoincidenza sospetta

E'il pm MarcoAyroldi, conla partecipazione del procuratore aggiuntoNicola Piacente,a seguire l'inchiesta che ipotizza il reato di bancarotta perdistrazione di somme ingiustificate dai bilanci della società.L'avviso è arrivato tre giorni fa, proprio quando si è verificatala richiesta di proroga di indagini al Gip, nel giorno in cui ilpremier chiedeva ai magistrati di ridursi le ferie. Intantol'interessato trova il modo di precisare circa l'atto che loriguarda: “Ne prendo atto e ringrazio la magistratura perché è unatto a mia tutela, ma essendo io indagato non posso dire niente.Appena avrò tempo, a dimostrazione di quanto sono preoccupato, faròun comunicato stampa”. Aldilà di ogni ragionevole dubbio sullatempestività dei giudici e sulle posizioni dei familiari di Renzi,l'opinione reclama chiarezza sul fatto.

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