In un canale nelle campagne dell’Astigiano dove è stato ritrovatoil cadavere della donna scomparsa lo scorso gennaio, il fango ha restituitoaltri resti del corpo, le mani, i piedi e alcune vertebre, ma restano ancora unmistero le circostanze della morte di Elena Ceste, la madre di 4 figli morta a duechilometri dalla sua casa di Costigliole d’Asti, il 24 gennaio 2014.

Nei campi di Isola la Procura e le forze dell’ordine  stanno proseguendo le indagini e il medico legale e il Ctp della famiglia che si occupano dell’autopsiadel cadavere hanno dichiarato di non aver trovato nessuna ferita da taglio o armada fuoco e nessun segno evidente di violenza, e le ferite sul cranio ritrovatonel canale sono compatibili con le condizioni esterne atmosferiche.

Mentre si attendono gli esami istologi e tossicologici, lamorte della donna rimane ancora un mistero e le forze dell’ordine stanno riascoltandole ultime persone che hanno vista Ceste e l’unico indagato per omicidio e peroccultamento di cadavere, il marito Michele Buoninconti, un vigile del fuoco diAlba.

Il marito aveva denunciato la scomparsa della moglie allapolizia affermando di essere preoccupato poichéla donna gli aveva detto di non sentirsi bene e gli aveva chiesto di andare aprendere i bambini a scuola, la stessa versione che Michele Buoninconti hacontinuato a ribadire nel corso dei mesi quando sono emerse le prime ipotesi supresunti amanti di Ceste che hanno rivelato che la sera prima la donna arebbe confessato al marito di averlo tradito ed che sarebbe scoppiata una lite.

Tra le ipotesi c’è chi ha riferito di molti litigi cheavvenivano tra i coniugi, e chi ha rivelato di presunti ricatti, inoltre c’è anchechi ha parlato di una misteriosa donna gelosa, tuttavia Elena da casa non haportato o preso via nulla, neanche il cellulare, la giacca e l’auto che halasciato parcheggiata in cortile, e secondo gli inquirenti restano in piedi due ipotesi: è omicidio o suicidio?

Il parroco don Zappino, amico della famiglia ha chiesto ilsilenzio stampa per evitare di aumentare la sofferenza dei suoi cari e perevitare lo stress psicologico, e durante la cerimonia funebre che si è svolta nellachiesa di Santa Margherita dove hanno ricordato Elena Ceste, don RobertoZappino ha sottolineato che : “Tutto ciò che si dice può essere sbagliato”, edon Bruno Valente: “Abbiamo vissuto nove mesi nella speranza che tutto potesserisolversi, ora viviamo una tristezza infinita”.

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