Come nei peggiori incubi o, se preferite, in un romanzo di King: quella che dovrebbe essere una tranquilla gita scolastica a Milano diventa, per motivi ancora oscuri, il momento in cui una famiglia deve fare i conti col dolore più grande e cioè la morte del proprio figlio. Domenico Maurantonio aveva solo 19 anni e tutta la vita avanti, magari da costruire insieme ad Anna, la sua compagna da alcuni anni.
"Domenico non beveva" giura oggi sua madre, segnata dal lutto improvviso. Come ha fatto, dunque, a precipitare da un balcone al quinto piano dell'hotel Leonardo Da Vinci? E' quello che stanno cercando di capire gli investigatori, ascoltando le testimonianze degli altri giovani presenti nell'albergo dove alloggiavano i ragazzi dell'istituto "Ippolito Nievo" di Padova esaminando i messaggi che si sono scambiati tra loro il giorno della morte di Domenico alla ricerca della pista giusta per risalire a un possibile movente.
Un ragazzo apparentemente tranquillo
Nel racconto dei genitori il loro figliolo studiava con profitto, amava la musica come tanti giovani della sua età e non dimostrava certo di avere chissà quali problemi psicologici tali da giustificare eventuali "colpi di testa" o addirittura gesti sconsiderati. La tesi del
suicidio appare dunque debole. Era però una delle ipotesi sulle quali si era inizialmente lavorato. Va sottolineato che i giovani che alloggiavano in camera con Domenico si sono volontariamente sottoposti all'esame del
codice genetico allo scopo di non ostacolare le
indagini.
Bravata o vittima di scherzi pesanti?
Una delle piste ancora aperte al 26 maggio 2015 è quella di scherzi tra
amici spinti oltre il limite. L'unico
collega che ha detto qualcosa, secondo l'
Huffington Post, avrebbe dichiarato quanto segue: “Non vogliamo assolutamente che
Domenico passi come il ragazzo tradito dagli amici. Non è così. Lui era uno di noi”. Restano però forti le
perplessità del padre del ragazzo, che lascia intendere che c'è poca
collaborazione da parte dei
giovani, che evidentemente temono
conseguenze negative vista la gravità della situazione. Nelle prossime
settimane ne sapremo di certo di più, anche perché gli
investigatori avranno modo di conoscere la
messaggistica relativa al
cellulare più rilevante dell'intera vicenda e cioè
quello di Domenico Maurantonio, che scambiò le ultime comunicazioni fino alle ore 5:30 del suo ultimo mattino tra noi.