Oggi la cronaca non può che interessarsi dell'omicidio di un ragazzo bellissimo, nel fiore degli anni, che ha lasciato disperati i genitori disposti a tutto pur di scoprire la verità. Stiamo parlando di Marco Vannini, il bagnino biondo colpito ad una spalla da un colpo di pistola, sparato a distanza ravvicinata e morto in circostanze ancora da chiarire nella notte tra il 17 e il 18 maggio scorso. I genitori, accompagnati da alcuni parenti tra cui lo zio, sono intervenuti il 7 ottobre durante la puntata di Chi l'ha visto?.

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I famigliari, con in prima linea la madre Marina Conte, hanno dichiarato di essere disposti a tutto pur di sapere chi ha ucciso il loro unico figlio, aggiungendo di essere disposti anche ad incatenarsi alla Procura.

Caso Vannini: gli ultimi aggiornamenti

Mercoledì 7 ottobre, i telespettatori di Chi l'ha visto?, da sempre al servizio dei cittadini, hanno assistito ad una puntata ricca di colpi di scena, che hanno visto protagonisti alcuni dei casi irrisolti degli ultimi anni. Da un messaggio shock di una ragazzina che, spacciandosi per Denise Pipitone, ha riacceso la speranza in Piera Maggio che si batte da 11 anni per riabbracciarla, alla clamorosa segnalazione su Roberta Ragusa, i cui poveri resti sarebbero nascosti nel piccolo cimitero di Gello.

Ma torniamo all'atroce morte di Marco Vannini, per la quale tutti i componenti della famiglia Ciontoli sono accusati di omicidio volontario in concorso. Le conversazioni telefoniche avute tra loro ed il 118 in quella calda notte di maggio a Ladispoli, firmerebbero il coinvolgimento di tutti i famigliari.

Chi l'ha visto?: parla lo zio di Marco

Una forte emozione per la mamma Marina, che non ha retto alla divulgazione delle ultime conversazioni con il 118 dove ha chiaramente udito la voce di suo figlio, che disperato reclamava la sua presenza.

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Ecco che la mamma coraggio, dopo averlo ribadito più volte, ha sentito purtroppo la voce di Marco che la chiamava tra urla strazianti di dolore. Dopodiché, lo zio di Marco ha preso la parola e, urlando tutta la sua disperazione, ha detto queste testuali parole: "ma cosa serve a questo magistrato per sbatterli in galera?", aggiungendo la loro volontà di "scendere in piazza ed incatenarsi davanti alla Procura". Un'affermazione forte di una famiglia che è stata privata dell'amore dell'unico figlio di appena 20 anni.

Le indagini, in questo momento starebbero dando ragione a Marina, la quale ha sempre sostenuto che se i soccorsi fossero intervenuti prima il figlio si sarebbe salvato. Per ulteriori sviluppi non dimenticatevi di cliccare segui, il tasto a destra dell'articolo.