Non c'è stata soltanto la smodata esultanza di Donald Trump e del suo 'clan' ad accogliere la notizia della morte di Fidel Castro. Tanti i commenti: molti lo hanno ricordato in maniera positiva, alcuni ne hanno messo in luce pregi e difetti, altri si sono espressi negativamente. Barack Obama aveva incontrato Raul Castro a L'Avana la scorsa primavera, l'ex presidente degli Stati Uniti ha espresso le sue condoglianze alla famiglia.

"Durante la mia presidenza abbiamo lavorato insieme per lasciarci il passato alle spalle. La Storia giudicherà l'enorme impatto di questa figura sulla gente e sul mondo attorno a lui". Da parte del presidente russo Vladimir Putin, oltre al cordoglio espresso in un telegramma inviato a Raul Castro, anche un elogio per la politica del lider maximo. "Cuba libera che lui ed i suoi alleati hanno costruito è un esempio per molti Paesi", ha detto il capo del Cremlino.

Un attestato di stima è arrivato anche dall'ultimo segretario dell'URSS, Mikhail Gorbaciov. "Fidel Castro ha rafforzato il suo Paese resistendo al blocco americano e portandolo fuori su un cammino di sviluppo indipendente".

Papa Francesco e Sergio Mattarella: 'Una triste notizia'

"Nel ricevere questa triste notizia, esprimo il mio dolore a vostra eccellenza ed agli altri familiari, così come al popolo di questa amata nazione".

Sono le parole di Papa Francesco, espresse in un telegramma di condoglianze inviato a Raul Castro. "Tristezza" è anche il termine utilizzato dal presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella: "Fidel Castro - ha sottolineato - è stato un protagonista della storia del suo Paese e del mondo". Un sentito cordoglio arriva dalla Cina, dove il leader Xi Jinping ha letto un messaggio alla TV di Stato di Pechino: "Il compagno Castro vivrà per sempre".

Per il presidente francese Francois Hollande invece "Fidel Castro ha incarnato la rivoluzione cubana nelle sue speranze e disillusioni", alludendo a quel processo che ha rovesciato un regime per poi trasformarsi, a sua volta, in un regime. Le reazioni alla notizia hanno ovviamente attraversato l'America Latina, dove spiccano le dichiarazioni di due leader 'amici' di Castro come il venezuelano Nicolas Maduro, che esorta i Paesi sudamericani a "portare avanti la sua eredità", ed il messicano Enrique Pena Nieto per il quale il lider maximo "ha impostato un dialogo bilaterale su rispetto e solidarietà".

In ultimo le parole di un personaggio che non appartiene al mondo della politica. Diego Armando Maradona era un grande amico di Castro e la notizia lo ha profondamente rattristato. "Gli devo tantissimo, per me è stato un secondo padre. Mi ha aperto le porte di Cuba quando molte cliniche non mi volevano", riferendosi al periodo in cui l'ex calciatore, ancora alle prese con la dipendenza dalla cocaina, iniziò la disintossicazione.

Anni fa, in occasione di una sua visita a Cuba, il Pibe de Oro era stato definito da Fidel Castro "il Che Guevara dello sport".

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