Era il 15 settembre del 2012, quando la diciottenne Roberta Scarcella fu trovata morta all'interno dello stabile nel quale viveva, nel Comune di Portici, in provincia di Napoli. Una morte improvvisa che ancora non convince molto e sulla quale, se prima era stata ricondotta ad un suicidio, adesso il giudice e i legali vogliono fare chiarezza. Secondo quanto riferiscono i media locali, infatti, prima di chiudere definitivamente il caso, si attende di leggere le conclusioni tecniche riguardanti la traiettoria che un corpo che cade dal sesto piano può mantenere.
Il grande dubbio è quello relativo al fatto se la povera Roberta sia stata spinta oppure se la sua caduta sia stata accidentale o addirittura volontaria. Stando alla prima ricostruzione, la morte della ragazza sarebbe avvenuta per suicidio, ma negli ultimi tempi le indagini hanno battuto altre piste, tra cui quella dell'istigazione al suicidio e dell'omicidio preterintenzionale da parte delle sue tre amiche.
Giallo a Napoli: cadde dal sesto piano, si indaga sul caso
Nella mattinata di lunedì 25 febbraio è stata effettuata un'udienza a porte chiuse da nel Tribunale di Napoli, perché per ben due volte la Procura aveva chiesto l'archiviazione della vicenda, al contrario del Gip che invece ha suggerito delle integrazioni che coinvolgono le tre amiche della ragazza.
Di quanto accaduto in quella maledetta sera, infatti, sono davvero pochi gli elementi certi. Uno di questi sarebbe la tristezza della diciottenne, che pare avesse saputo che il suo ex fidanzato aveva messo in piedi una relazione amorosa con una coetanea. Così, secondi alcuni media, si sarebbe lasciata un po' andare con l'alcol, tanto che sembrava essersi resa conto di dover chiedere alle sue compagne di essere portata a casa. Una volta giunta nel proprio alloggio, però, non avrebbe fatto ritorno nel suo appartamento, ma avrebbe aperto la finestra e si sarebbe seduta sulla balaustra.
La famiglia chiede la verità
Da quel momento in poi, purtroppo, non c'è nulla di certo. A contribuire a rendere le cose ancora più complesse, sono le testimonianze delle tre amiche di Roberta che si contraddicevano tra loro.
Una affermava che Roberta fosse seduta di spalle alla finestra, le altre due invece spiegavano di averla vista lanciarsi in avanti. In ogni caso le tre ragazze si sono sempre difese e hanno sempre respinto ogni tipo di responsabilità da parte loro. Anche la famiglia, adesso, ha chiesto che venga fatta giustizia e venga trovata finalmente la verità su quel tragico volo dal sesto piano.