Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha deciso di prolungare fino a martedì 14 aprile le restrizioni in materia di Coronavirus che sul resto del territorio nazionale, salvo ulteriori indicazioni, scadranno il 3 aprile, così come da decreto del Governo Conte.

Dunque, in Campania, fino alla suddetta data, non si potrà uscire dalle proprie abitazioni se non per comprovati motivi di lavoro, per gravi problemi di salute o per l'acquisto di beni alimentari e medicinali.

Inoltre, è consentita la presenza di un accompagnatore solo se le condizioni sanitarie del paziente lo rendano necessario. Invece non sarà permessa alcuna attività sportiva o ricreativa in luoghi pubblici o aperti al pubblico.

In caso di mancato rispetto delle norme, per i trasgressori è previsto l'obbligo di segnalazione al Dipartimento dell'Asl e il conseguente isolamento nella propria abitazione per 14 giorni, con l'aggiunta dell'obbligo di rendersi raggiungibili per qualsiasi tipo di controllo.

De Luca critica il Governo: 'Nullità di forniture'

La decisione di De Luca è arrivata nella tarda serata di ieri, mercoledì 25 marzo, al termine di una giornata alquanto tesa, durante la quale l'ex sindaco di Salerno ha inviato una lettera piuttosto dura al premier Giuseppe Conte per denunciare la sottovalutazione dei rischi legati al contagio da coronavirus al Sud.

Inoltre ha aggiunto che finora il commissariato per l'emergenza non ha tenuto fede agli impegni presi in materia di forniture sanitarie.

Il Governatore della Regione Campania si è espresso in questi termini: "Permanendo questa nullità di forniture, non potremo fare altro che contare i nostri morti". Inoltre, alla missiva è stato allegato uno schema che ha evidenziato le differenze tra le forniture richieste da De Luca alla Protezione Civile, e ciò che effettivamente è stato inviato in Campania.

Infine, il presidente campano ha ricordato all'esecutivo che, se dovesse continuare ad essere assente in Campania, la situazione potrebbe degenerare verso il collasso.

La Campania punta ad incrementare i posti letto per gestire l'emergenza sanitaria

De Luca teme che la Campania non sia pronta ad affrontare un eventuale picco dei contagi da coronavirus che lungo il territorio regionale potrebbe arrivare alla metà di aprile. Stando alle ultime previsioni dell'unità di crisi regionale, entro questa data si potrebbero riscontrare circa 3.000 persone positive. Il Governatore campano, in uno dei passaggi-chiave della lettera indirizzata a Giuseppe Conte, ha evidenziato che, nonostante la disponibilità di nuovi posti letto per la terapia intensiva, questi potrebbero rimanere inutilizzati a fronte di una mancanza di fornitura sanitarie adeguate.

Sempre nella giornata di mercoledì 25 marzo, è stato diramato un secondo comunicato dalla Regione Campania, in cui è stato chiarito che al momento ci sono 318 ricoverati con sintomi, 123 persone in terapia intensiva e 631 in isolamento domiciliare, per un totale di 1.072 contagiati.

L'obiettivo della Campania è quello di incrementare al più presto i posti letto di emergenza di 490 unità, poiché l'allarme rosso non è ancora scattato ma purtroppo mancherebbe poco. Intanto il Governo ha ribadito che al momento le varie attrezzature servono con precedenza assoluta alle province del Nord - soprattutto Bergamo, Cremona, Piacenza e Brescia - dove i reparti di terapia intensiva e sub-intensiva risultano ormai saturi.