Ancora una volta molti italiani sono invasi dagli acronimi e dalle sigle incomprensibili. La sigla di cui parleremo rappresenta l’ennesima di difficile interpretazione. Non si tratta solo di una sigla poco chiara ma quello che questa sigla significa, sta facendo preoccupare parecchie aziende italiane, per la scarsa trasparenza e per l’opacità della trattativa del Ttip. Ma vediamo, brevemente, di cosa si tratta.

Trattato di libero scambio transatlantico, UE e USA contrattano sulla nostra pelle

La Ttip, in effetti, è l’acronimo di ‘Trattato di libero scambio transatlantico’, meglio conosciuto come il primo negoziato che vede come protagonisti due super potenze: l’Unione Europea da un lato e gli Stati Uniti d’America dall'altra.

I negoziati di questo discusso trattato sarebbero dovuti riprendere l’altro ieri a Bruxelles ma le proteste assordanti di Greenpeace, che si oppone vigorosamente a che questo avvenga, hanno impedito, di fatto, la prosecuzione del tavolo delle trattative. La stessa Greenpeace ha sin da sempre dichiarato: «il Ttip è una minaccia per la democrazia».

Di fatto il Ttip, sin da subito ha suggerito questioni losche e incomprensibili. Ulteriori proteste e polemiche sono state avanzate anche in fatto di contenuti; gli accordi di questa trattativa e gli accordi che ne scaturiranno, infatti, sono attualmente e saranno definitivamente segreti a noi comuni mortali, fino alla conclusione degli accordi stessi. E il nostro caro Made in Italy? Non è dato saperlo! Un fatto incomprensibile e allo stesso tempo inaudito.

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In fondo, tra qualche mese, saremo proprio noi consumatori ad utilizzare prodotti senza per questo conoscere l’origine di provenienza e i rischi che ne potrebbero derivare per la nostra salute.

Trattative segrete e poca chiarezza, fanno indignare il popolo europeo: la democrazia è a rischio!

Quello che si sa, ed è assolutamente certo, è che l’oggetto della trattativa riguarderebbe la liberalizzazione degli scambi di molti prodotti commerciali, oltre che degli investimenti tra il nuovo continente transatlantico e la nostra vecchia Europa. In tutto questo stravolgimento, molte sigle sindacali a tutela di interi settori produttivi (primari, secondari e terziari) oltre che delle nostre aziende italiane (prima tra tutte Confagricoltura), hanno subito puntato il dito verso questo modo arrogante e poco trasparente di decidere sul nostro futuro, chiedendo, quasi da subito, le opportune garanzie sulla qualità e sulla sicurezza di questi ‘nuovi’ prodotti transoceanici: i gusti, le preferenze e le abitudini di molti consumatori italiani ed europei presto cambieranno. Detersivi, saponi, prodotti per l’igiene intima arriveranno a casa nostra senza poter per questo decidere di non sceglierli. Il mercato li impone e noi purtroppo saremo costretti a consumarli. La mancanza di democrazia risiede, secondo noi, proprio in questo modo di trattare tutti noi consumatori: non come esseri umani ma come un vero e proprio ‘prodotto’ da consumare.