Ore calde e decisive a Bruxelles. Il Consiglio Europeo si è riunito nella capitale belga per cercare un accordo che possa mantenere la Gran Bretagna all'interno dell'Unione Europea. L'esito finale del vertice del 18 e 19 febbraio potrebbe seriamente avere dei risvolti cruciali per il futuro di tutti e ventotto i Paesi membri. Sia per la Gran Bretagna, che dopo il suo ingresso nel 1973 si ritroverebbe nuovamente fuori dalle istituzioni comunitarie, sia per i suoi attuali partner che potrebbero di colpo riscoprirsi ancora più fragili.

Le richieste di Cameron

I temi sui quali il premier britannico chiede una revisione delle condizioni sono sostanzialmente identificabili in quattro punti: immigrazione, sovranità nazionale, Eurozona, competitività.

Sul fronte immigrazione, Cameron vuole innanzitutto introdurre nel proprio Paese una legge sul diritto d'asilo che garantisca accesso al welfare solo agli stranieri residenti da almeno quattro anni in Gran Bretagna. Poi chiede di non concedere immediatamente la libera circolazione ai cittadini di un nuovo Stato membro, nonché una maggiore vigilanza sui matrimoni contratti solo per far accedere un extracomunitario in Ue.

Viene poi richiesto un passo indietro sulla competenza legislativa del Parlamento Europeo, con la possibilità da parte dei singoli Parlamenti nazionali di unire le forze per bloccare le norme elaborate a Strasburgo. Le ultime due questioni, strettamente legate al settore economico, riguardano maggiori tutele per chi, come la Gran Bretagna, non aderisce alla moneta unica, e la rimozione di quei regolamenti comunitari che possono rallentare la crescita ed il liberismo in favore dell'austerity.

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Juncker fiducioso, ma ultima parola potrebbe spettare ai cittadini britannici

Il presidente della Commissione Europea, Jean Claude Juncker, ha mostrato un atteggiamento positivo di fronte allo spettro della potenziale uscita dei britannici dall'Unione Europea: "Sono abbastanza fiducioso che ci sarà un accordo - ha dichiarato prima dell'inizio del vertice - Credo che la Gran Bretagna avrà un ruolo collaborativo e costruttivo all'interno dell'Unione". Nonostante l'ottimismo palesato da Juncker, ma anche dallo stesso Cameron, la decisione definitiva sulla bontà degli accordi raggiunti su immigrazione, sovranità, settore bancario ed economico, spetterà probabilmente ai cittadini britannici. A conclusione del Consiglio Europeo, il premier britannico potrebbe infatti indire un referendum sulla Brexit. La permanenza o l'esclusione del Regno Unito dall'Unione Europea sarebbe, a quel punto, nelle mani della volontà popolare.