I risparmiatori italiani con conti correnti, in base a quelle che potrebbero essere le decisioni prese dalla BCE in questi ultimi giorni, potrebbero iniziare a tremare. Dopo anni di tira e molla al riguardo si è deciso di andare verso un sistema unitario bancario che veda regola sui conti correnti uguali per tutti. Questo cosa significherebbe? In caso di Bail In i risparmiatori con depositi inferiori a 100 mila euro non potrebbero stare tranquilli poichè sarebbero coinvolti nel risanamento del proprio istituto di credito.

Conti correnti e Bail In: cosa succede ora?

Adesso in caso di Bail In i conti correnti con depositi fino a 100 mila euro non sono toccati e le banche hanno accesso solo ai risparmiatori che hanno depositi superiori per il salvataggio da un eventuale fallimento. Al momento non si è ancora deciso nulla al riguardo, si è ancora nel campo delle ipotesi ma la BCE ha chiaramente detto che la crescita economica riguarda tutti e ha fatto intendere che molti risparmiatori hanno scelto metodi differenziati per frammentare il risparmio, come per dire che i risparmiatori hanno voluto evitare il rischio di dovrà salvare dalla crisi i propri istituti di credito.

Le richieste del Consiglio Europeo

Il Consiglio Europeo, a questo punto, ha richiesto di rivedere le norme che sono attualmente in vigore per allargare la lista di coloro che potrebbero contribuire in caso di Bail In, nel salvataggio interno di una banca in crisi. In poche parole questo significherebbe, qualsiasi sia la somma depositata, lasciare tutti i conti corrente senza alcune protezione in caso di crisi bancaria, poichè al momento tale protezione è estesa soltanto ai correntisti che hanno depositi fino a 100mila euro.

Tali depositi, tra l’altro, sono tutelati anche dal fondo di garanzia dei depositi. La proposta della BCE, però vorrebbe cambiare tale norma e permettere eventualmente alla banca in dissesto economico, o anche soltanto a rischio dissesto economico, di poter accedere alle somme i essa depositate poichè la liquidazione della banca non permetterebbe di salvaguardare la stabilità del sistema e di proteggere le somme depositate e l’economia dei clienti stessi. Il Bail In, quindi, viene ritenuto la via più conveniente non solo per la banca ma anche per l’economia dei correntisti e per l’interesse pubblico.

Nuova normativa: quali rischi

Ovviamente un cambio di normativa di tal genere porrebbe di fronte a dei rischi di certo non trascurabili: clienti che subodorassero un possibile dissesto finanziario della banca, infatti, non si farebbero scrupolo a ritirare in massa le somme in essa depositate prima che possano essere utilizzate per il salvataggio. Ma qui viene inserita una ulteriore iniziativa da parte della BCE che viene chiamata failing or likely to fail, ovvero il congelamento dei conti per un periodo limitato nel tempo (si parla di 5 giorni) in cui viene impedito ai risparmiatori di effettuare prelievi elevati: in questo modo, quindi, si impedirebbe ai risparmiatori di non contribuire al salvataggio della banca.

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