I rendimenti dei titoli di Stato statunitensi hanno registrato un'impennata notevole il 23 settembre 2026, con il T-bond decennale che ha raggiunto il 5,13%. Questo livello rappresenta il massimo da luglio 2007 e il movimento di 0,17 punti percentuali segna il maggiore rialzo giornaliero da maggio. La giornata è stata caratterizzata da un significativo rafforzamento del dollaro e da una generale flessione dei listini azionari, mentre il prezzo del petrolio ha superato nuovamente la soglia dei 100 dollari al barile.

Questa ascesa dei rendimenti è maturata in un contesto di crescenti pressioni sui prezzi, come evidenziato dalla rilevazione mensile di S&P sull’attività economica nel settore privato.

A rafforzare le aspettative di un inasprimento monetario, Michael Barr, componente del board della Federal Reserve, ha indicato la necessità di un ulteriore rialzo dei tassi d’interesse per contenere l’inflazione e stabilizzare l'economia.

Il quadro dei rendimenti e i dati macroeconomici

La dinamica dei rendimenti ha interessato l'intero spettro del debito pubblico statunitense, con valori che hanno toccato livelli pluriennali. Il rendimento del Treasury decennale, considerato il benchmark di mercato, ha visto un incremento di 8,7 punti base, attestandosi al 5,054%, il valore più elevato dal 2007. Contestualmente, il rendimento del Treasury a due anni è salito di 8,49 punti base, raggiungendo il 4,862%, il massimo da giugno 2024, riflettendo le crescenti attese di politica monetaria restrittiva.

Sul fronte dei dati macroeconomici, S&P Global ha riportato per settembre un significativo aumento del proprio indice flash composito PMI degli Stati Uniti, che è salito a 58,4. Questo indicatore, che aggrega l'andamento dei settori manifatturiero e dei servizi, ha raggiunto il livello più alto da luglio 2021, superando la lettura di 56,0 registrata in agosto. La rilevazione ha chiaramente segnalato un'accelerazione dell'attività del settore privato statunitense, stimolata anche da un robusto aumento dei nuovi ordini.

Mercati azionari in calo, dollaro e petrolio in crescita

L'andamento al rialzo dei rendimenti ha esercitato una pressione negativa sugli indici azionari statunitensi. Durante la seduta, il Dow Jones Industrial Average ha registrato una perdita dello 0,18%, l'S&P 500 ha ceduto lo 0,53% e il Nasdaq Composite ha subito un calo più marcato dell'1,05%.

La tendenza al ribasso ha coinvolto anche i mercati internazionali: l'indice MSCI delle azioni globali è sceso dello 0,51%, interrompendo una serie positiva di quattro giornate consecutive di rialzi, mentre lo Stoxx 600 europeo ha arretrato dello 0,27%.

Nel frattempo, il mercato dei tassi ha prontamente incorporato una maggiore probabilità di futuri interventi da parte della Federal Reserve. Le proiezioni dei future sui Fed funds hanno infatti indicato una crescente attesa per ulteriori manovre sui tassi, riflettendo la percezione di una politica monetaria orientata al contenimento dell'inflazione.