Il testo sulla famigerata riforma della Pubblica Amministrazione, denominato decreto 90, era atteso per ieri alla Camera dei Deputati. Con l'approvazione del decreto 90, si spera di definire molti aspetti rimasti da molto tempo oscuri per quanto riguarda le Pensioni dei dipendenti pubblici. Dopo un susseguirsi di emendamenti presentati alla Commissione Affari Costituzionali, adesso tutto sembra pronto per dare una svolta all'argomento più discusso dell'ultimo triennio anche se manca ancora il via libera da parte dell'organo contabile della Camera che dovrebbe convertire il testo in legge.

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Nonostante ciò, rimangono ancora alcune fasi poco chiare, ovvero l'approvazione da parte della Commissione Bilancio.

Il testo prende in esame cinque argomenti: pensioni, dipendenti, amministrazione, università e giustizia. Sono queste le parole chiave su cui si concentra il testo che grazie al via libera della Camera potrà essere convertito in legge. Si parlerà dei Quota 96, ovvero delle famigerate pensioni del comparto scuola. Per loro, è arrivato l'approvazione del testo che a settembre permetterà a circa 4 mila dipendenti Ata e docenti di andare in pensione.

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Pensioni

Sui trattamenti di servizio, magistrati e militari non saranno toccati fino al 2015. Mentre per i dirigenti, viene concesso agli enti di imporre il pensionamento non appena saranno maturati i requisiti e l'età minima 62 anni.

Per i dipendenti, invece, cambia la mobilità obbligatoria, ovvero viene confermato il limite dei 50 km per chi è destinatario d'invito di trasferimento. Inoltre, come specificato dal quotidiano online Leggi Oggi, sulle otto sezioni dei Tribunali Amministrativi Regionali, che avrebbero dovuto chiudere, soltanto 5 sono rimaste.

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Inoltre, lo stipendio per gli avvocati dello Stato è fissato in un tetto massimo di 240 mila euro lordi.

Intanto, per quanto riguarda l'amministrazione, decade l'obbligo di riservo nel Consiglio di Amministrazione delle imprese partecipate la maggioranze dei posti ai dipendenti. Infine, per il mondo universitario, cambiano le regole per l'abilitazione alla cattedra per i professori accademici.

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