Continuano a tenere banco la riforma pensioni 2014 del governo Renzi e quella del lavoro, con il Jobs Act ormai pronto a decollare. Queste le ultime notizie ad oggi, sabato 20 settembre, relative alle dichiarazioni di Cesare Damiano, Susanna Camusso e Christine Lagarde. Tutti dicono il contrario di tutto, e non poteva essere altrimenti difronte a due argomenti tanto scomodi quanto vitali per l'economia e il benessere del popolo italiano. Quella vissuta ieri è stata una giornata campale, tra dichiarazioni, note Ansa e frecciate riportate in "europa-visione". L'agenda politica del premier Renzi rischia di deflagrare dopo i continui tira e molla degli ultimi giorni. Da una parte il Premier deve risolvere l'inenarrabile vicenda dell'elezione dei due giudici costituzionali da parte del Parlamento in seduta comune, con la prossima votazione fissata per martedì 23 settembre, all'ora di mezzogiorno. Dall'altra Renzi è investito dall'esplosione di quella che è stata definita per l'ennesima volta una bomba ad orologeria, in riferimento all'iscrizione nel registro degli indagati da parte della procura di Genova di Tiziano Renzi, il padre appunto dell'attuale segretario generale del Partito Democratico. Nelle ultime ore però sono iniziati ad arrivare i venti gelidi del Nord Europa, pronti a spazzare via i monologhi de "la logica del rilancio anziché i compiti a casa chiesti dall'Europa". 


Riforma pensioni 2014 e Jobs Act: le parole di Christine Lagarde 


In tema di riforma pensioni 2014 e Jobs Act hanno fatto clamore le dichiarazioni di Christine Lagarde, direttore del Fondo Monetario Internazionale, oltre ad essere esponente dell'UMP (Unione per un Movimento Popolare). La politica francese ha preso in mano il registro di classe e assegnato i seguenti compiti in classe per l'alunno Italia: tagli alla sanità, tagli alle pensioni. In riferimento alle pensioni, la Lagarde si è così espressa: "La spesa per le pensioni italiane è la più alta d'Europa, pari al 30% del totale. Ciò significa che per avere risparmi significativi occorre mettere mano sulla spesa pensionistica". In parole povere, il rilancio dell'economia italiana deve passare dai tagli, e l'unica voce rimasta esente da tagli è quella delle pensioni, ergo via al loro taglio. Sempre la Lagarde ha dichiarato che il debito pubblico italiano è soggetto a rischi significativi, tra cui la perdita di fiducia del mercato, a causa del quale il nostro Paese potrebbe diventare "fonte di contagio per il resto del mondo". Quali effetti avranno queste parole sulla riforma pensioni 2014 del governo Renzi? Potrà l'ex sindaco di Firenze fare spallucce difronte alle dichiarazioni del Fondo Monetario Internazionale? 


Riforma pensioni 2014 e Jobs Act: Cesare Damiano e Susanna Camusso, le loro dichiarazioni di ieri 


Dopo aver affrontato diffusamente il tema della riforma pensioni 2014, Cesare Damiano con una nota pubblicata ieri ha espresso la propria perplessità nei confronti del superamento dell'articolo 18 anche per i nuovi assunti. Riguardo alla riforma del lavoro e quindi sul testo del Jobs Act, il presidente della commissione Lavoro della Camera ha aggiunto di sposare appieno il modello tedesco e di avere fiducia sulla unificazione delle normative, sottolineando la questione degli indennizzi in caso di licenziamento diversi in base al numero dei dipendenti dell'azienda (6 mensilità nelle aziende che contano meno di 15 dipendenti e 12 mensilità nelle aziende che hanno 15 o più dipendenti). In merito al Job Act Susanna Camusso, segretario generale della CGIL, ha ribadito la propria contrarietà e quella del sindacato alla riforma del lavoro, paragonando il modello di Renzi a quello di Margaret Thatcher, affermando che il Premier mira alla riduzione dei diritti dei lavoratori per tornare competitivi nel mercato del lavoro. Poche ore dopo è arrivata con un video-messaggio la risposta di Matteo Renzi, che ha parlato di un mercato del lavoro giusto e dell'interesse del governo per i diritti di chi non li ha.