Si è parlato molto, in questi giorni, degli errori commessi dall'algoritmo del Miur in relazione alle operazioni di mobilità dei docenti della Scuola dell'infanzia, primaria e secondaria di primo grado: errori che ci sono stati, è fuor di dubbio, errori che hanno determinato i trasferimenti di migliaia di docenti, dal Sud verso il Nord, magari con punteggi più alti rispetto ai colleghi.

Premesso che le proteste per le ingiustizie subìte sono sempre ed inequivocabilmente giustificate, è degno di nota lo studio pubblicato dal sito specializzato Tuttoscuola.com in merito alla questione trasferimenti.

Ultime news scuola, mercoledì 10 agosto 2016: lo studio di Tuttoscuola, ecco i numeri 

Ebbene, l'esame capillare, nome per nome, regione per regione, dimostra un'insindacabile verità: otto docenti su dieci sono originari del Sud, ma nel Mezzogiorno c'è solo un terzo dei posti disponibili.

La ragione è evidente: gli alunni delle scuole primarie e secondarie di primo grado sono diminuiti, in meno di vent'anni, di circa mezzo milione di unità.

Secondo quanto pubblicato da Tuttoscuola, gli insegnanti meridionali sono 30.692 a fronte degli 8.733 del Centro-Nord, dove sono disponibili ben 26.361 cattedre contro le sole 14.192 sedi libere nelle regioni meridionali. 

Mobilità docenti: nuovi professori, due su tre sono del Sud

Lo studio di Tuttoscuola ha evidenziato come solamente il 38% degli insegnanti del Sud sia riuscito ad ottenere un posto nella propria regione, contro il 62% che, invece, è rimasto fuori. Fenomeno contrario, invece, per i docenti nati nel Centro-Nord dove 2 su 3 (ovvero il 74%) è riuscito a rimanere nella propria regione. 

Questi dati sono stati riportati anche dall'edizione odierna del quotidiano 'Il Corriere della Sera' (mercoledì 10 agosto 2016) e, in ogni caso, è possibile confrontarli dettagliatamente alla pagina Web tuttoscuola.com/cgi-local/disp.cgi?ID=39031

Con tutto ciò, ripetiamo, è innegabile che durante le operazioni relative ai trasferimenti siano stati commessi errori che rappresentano delle vere e proprie ingiustizie, in quanto hanno premiato qualche docente a danno di altri.