pensioni anticipate: sono stati presentati degli emendamenti alla Manovra e dopo la prima selezione ne restano sul tavolo 2612 e tra questi sono risultati tutti ammissibili quelli con primo firmatario Walter Rizzetto di Fratelli D’Italia. L’onorevole, che ha rilasciato il testo al sito 'pensionipertutti', ha dettagliato i suoi emendamenti su proroga opzione donna, Quota 41, lo stop sperimentale del meccanismo che aumenta l'età pensionabile in base all'aumentare dell'aspettativa di vita, e la proposta di una misura di flessibilità in uscita a partire dai 62 anni e 35 di contributi che molto ricorda la ‘vecchia’ proposta di Damiano (ddl 857).

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Eccovi in sintesi gli emendamenti dell’onorevole che siamo certi interesseranno moltissimi lettori, che hanno già manifestato profonda gratitudine all'onorevole per l’impegno e la competenza dimostrata nel redigerli.

Pensioni 2019, Rizzetto 'salva' i precoci?

È finita la scrematura degli emendamenti presentati alla legge di bilancio 2019, che ne ha tagliati fuori 374 per estraneità di materia e 640 per mancanza di coperture. Tra gli emendamenti passati vi sono anche quelli di Walter Rizzetto, membro della commissione lavoro alla Camera, che ha presentato modifiche importanti che risolleverebbero (qualora fossero prese in considerazione) la sorte dei lavoratori precoci.

Tra questi infatti si menziona la richiesta di estensione della quota 41 per lavoratori e lavoratrici che abbiano alle spalle già 41 anni di contribuzione, indipendentemente da altri criteri, tra cui l’età anagrafica. Presentato anche un emendamento che ricorda da vicino il disegno di legge numero 857 presentato da Damiano e che incoraggia la flessibilità in uscita dai 62 anni d’età e 35 di contributi con penalità minime che decrescono all'aumentare dell’età e del numero di anni contributivi versati.

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Pensioni anticipate: presentato un emendamento molto simile al ddl 857

Simile nei contenuti al disegno di legge numero 857 presentato in passato da Damiano la proposta emendativa avanzata da Walter Rizzetto con lo scopo di migliorare la flessibilità in uscita. Così cita l'articolo in questione: "disposizioni per introdurre un sistema flessibile nell'accesso di lavoratrici e lavoratori al trattamento pensionistico”. In estrema sintesi (stando anche alla tabelle riportate nel testo dell’emendamento a cui fa riferimento il sito a cui è stata rilasciata l’esclusiva sugli emendamenti) chi opterà per l’uscita a 62 anni con 35 di contributi potrebbe incorrere in una penalità massima dell’8%, che andrebbe a ridursi al 3.6% nel caso di uscita con 40 anni di contributi.

Chi optasse invece per l’uscita a 65 anni e 35 di contributi avrebbe una penalità pari solo al 2%, che diverrebbe 0.4% con 40 anni e così via. La penalità raggiunge il valore zero a 66 anni per poi tornare a crescere più si resta sul posto di lavoro. Si tratta quindi di un incentivo ad uscire.

Stop adv, proroga opzione donna e esodati

Rizzetto propone anche altri 3 emendamenti importanti per le categorie che più seguono con ansia il dibattito previdenziale, uno riguarda lo stop dell’aspettativa di vita in via sperimentale da gennaio 2019 a gennaio 2021, un altro invece concerne la richiesta della nona ed ultima salvaguardia a favore dei 6.000 soggetti rimasti esclusi dalle precedenti.

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E l’ultima riguarda la richiesta di prorogare l’opzione donna al 31/12/2019 mantenendo in essere i requisiti precedenti della legge 243/2004. Insomma importanti emendamenti su cui sono puntati gli occhi di molti lavoratori che ad oggi non soddisfatti di quanto emerso in manovra ed attendono con ansia di comprendere se, come e in che tempi poter accedere all'agognata pensione.