I lavoratori dell'Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) di Genova hanno scioperato il 29 settembre 2026 per il mancato accordo sul rinnovo del contratto biennale. La mobilitazione, durata l'intera giornata, è giunta dopo nove mesi di trattative senza esito e ha posto al centro le richieste di aumenti salariali adeguati all'inflazione e la stabilizzazione dei contratti precari.

Lo sciopero è stato indetto da RSU, Flc-Cgil e Usb Lavoro Privato, su mandato dell'assemblea dei dipendenti della Fondazione IIT. La protesta si è svolta nel centro di Genova: i manifestanti hanno esposto uno striscione davanti al Teatro Carlo Felice con la scritta “IIT: aumenti e stabilizzazioni per garantire ricerca e futuro”, per poi sfilare in corteo verso la sede della Regione Liguria.

Alle istituzioni regionali è stata chiesta una mediazione sulla vertenza e l'apertura di un confronto per il comparto della ricerca.

Le Richieste Economiche e Contrattuali

La proposta economica della Fondazione IIT è stata giudicata insufficiente dai sindacati per coprire l'aumento dell'inflazione. Stefano Boero (Flc-Cgil) ha evidenziato come il mancato rinnovo contrattuale sia la ragione principale della mobilitazione, contestando un adeguamento retributivo che non compensa il caro vita. I sindacati chiedono che gli aumenti salariali siano interamente destinati alla paga base, escludendo buoni pasto o altri strumenti accessori.

Le retribuzioni di ingresso per i lavoratori a tempo indeterminato, ferme da troppo tempo a circa 20 mila euro lordi annui, rappresentano un ulteriore punto critico.

Le rappresentanze sindacali hanno ribadito alla Regione la necessità di mediazione e intervento istituzionale per sbloccare la situazione.

Precariato e Stabilizzazioni

Usb Lavoro Privato Genova ha evidenziato la questione dei contratti a termine all'interno della Fondazione IIT. Quasi 200 lavoratori su circa 700 dipendenti sono impiegati con questa tipologia contrattuale. Il sindacato sollecita percorsi chiari di stabilizzazione e certezze occupazionali, rifiutando di subordinare le richieste sugli aumenti retributivi a quelle sulla stabilizzazione.