Un messaggio di chiara determinazione è stato lanciato da Genova dal presidente della Regione Marco Bucci, che ha ribadito con forza la necessità per l'ex Ilva di Cornigliano di mantenere la continuità operativa. Bucci si è presentato davanti allo stabilimento genovese la mattina del 12 ottobre 2026, proprio mentre era in corso un'assemblea dei lavoratori, per esprimere una posizione netta: la fabbrica non deve chiudere, ma deve proseguire la sua attività produttiva. Il suo intervento ha sintetizzato questa richiesta con la dichiarazione esplicita “non vogliamo la chiusura della fabbrica, vogliamo che continui a lavorare”.

Il presidente ha collegato questa istanza alla produzione di un bene strategico, definito come molto richiesto sul mercato, la cui interruzione comporterebbe l'inevitabile necessità di importarlo dall'estero, con evidenti ricadute economiche e industriali.

La logica alla base delle affermazioni di Bucci si concentra in modo specifico sul valore e sulla domanda del prodotto realizzato all'interno degli impianti. Il presidente della Regione ha sottolineato come sarebbe una scelta profondamente non razionale quella di non riuscire a produrre un bene di tale importanza, soprattutto considerando che gli stabilimenti in questione lavorano materiali essenziali per il mercato. Questa visione non è circoscritta unicamente al sito di Cornigliano, ma include esplicitamente anche gli impianti di Novi e Racconigi, evidenziati insieme a quello genovese come poli produttivi per i quali il tema della continuità produttiva rappresenta un aspetto assolutamente centrale e irrinunciabile.

La proposta operativa sui coils e la questione delle forniture

Per garantire il mantenimento dell'attività lavorativa negli stabilimenti, Bucci ha delineato un'ipotesi operativa concreta: l'acquisto di coils. Durante il suo intervento, ha illustrato come a livello mondiale esista un'ampia disponibilità di questi materiali. Ha poi rivelato di aver avanzato una richiesta formale al sottosegretario Mantovano e al ministro, sia nella giornata di giovedì che in quella di venerdì, affinché venga valutata la possibilità di acquisire i coils sia da fonti esterne che attraverso fornitori italiani. L'obiettivo primario di questa strategia è quello di trasportare tali materiali negli impianti per la loro successiva lavorazione, sostenendo così in maniera efficace la prosecuzione delle forniture e, di conseguenza, dell'intera filiera produttiva.

Nel corso della ricostruzione dei fatti esposta davanti allo stabilimento di Cornigliano, Bucci ha chiarito che la questione non si limita al mero tempo tecnico necessario per organizzare tale percorso. Ha affermato con decisione che un orizzonte temporale di uno, due o anche tre mesi non costituirebbe l'elemento decisivo, a patto che sia presente un progetto ben definito e sostenibile per assicurare la continuità delle forniture nel lungo periodo. In tale contesto, ha definito categoricamente irrazionale la prospettiva di chiudere una fabbrica che non solo produce un bene richiesto in Italia e nel mondo, ma che è anche capace di generare un significativo guadagno per l'azienda stessa.

Il presidente della Regione ha inoltre operato una distinzione tra la situazione degli stabilimenti menzionati e quella specifica di Taranto, la cui vicenda è legata nel