Ad Ancona, il 1 ottobre 2026, il commissario straordinario per la ricostruzione post sisma 2016, Guido Castelli, ha delineato gli strumenti innovativi implementati nella regione Marche con l'obiettivo di rafforzare in modo significativo la sicurezza e la legalità all'interno dei cantieri. L'intervento di Castelli, tenutosi a margine di un importante convegno organizzato dalla Filca Cisl Marche, ha posto l'accento sulla stretta correlazione tra la gestione operativa dei cantieri e il dialogo costruttivo con le parti sociali. Il commissario ha infatti dichiarato: “Nelle Marche abbiamo sperimentato alcuni elementi innovativi che hanno rafforzato la sicurezza e legalità”, sottolineando l'efficacia delle misure adottate.

Castelli ha spiegato che il processo di ricostruzione non può essere ridotto alla sola qualità degli interventi strutturali sugli edifici. Esso richiede, al contrario, il rispetto rigoroso di un insieme di condizioni fondamentali, molte delle quali sono state indicate e promosse attivamente dalle parti sociali. Tra le iniziative più rilevanti richiamate dal commissario, figurano la digitalizzazione dell’intero ciclo del cantiere e l'introduzione del badge di cantiere. Questi strumenti sono stati concepiti per garantire un controllo più stringente delle presenze e, soprattutto, per consolidare la legalità in ambienti lavorativi che sono storicamente esposti a un elevato rischio di infiltrazioni mafiose e a un preoccupante numero di incidenti sul lavoro.

Strumenti innovativi per la sicurezza e la legalità

Il badge di cantiere è stato evidenziato da Castelli come uno degli strumenti più significativi e innovativi adottati nel complesso percorso di ricostruzione. L'obiettivo primario di questa misura è confermare e rafforzare un orientamento deciso verso una maggiore legalità nei cantieri, ponendo una particolare attenzione alle aree geografiche e ai contesti operativi dove i rischi di infiltrazioni criminali e di infortuni sul lavoro si manifestano con maggiore incidenza. Nel suo intervento, il commissario ha strettamente associato l'implementazione del badge alla più ampia strategia di digitalizzazione del ciclo di cantiere, presentando quest'ultima come una componente imprescindibile del sistema complessivo di controllo e tracciabilità delle attività e del personale.

In questo contesto, Castelli ha richiamato con forza anche il ruolo cruciale dei contratti collettivi dell’edilizia, descrivendoli come l'espressione più autentica dell'incontro e della sintesi tra le esigenze degli imprenditori e le tutele delle maestranze, tra le imprese e i lavoratori. Ha sottolineato come la collaborazione sinergica tra imprese, lavoratori e parti sociali sia stata fondamentale per l'applicazione efficace del badge di cantiere e per il positivo “atteggiamento registrato sul tema”. Il commissario ha poi ribadito con enfasi che “Le risorse ci sono, la ricostruzione ha cambiato passo”, evidenziando un'accelerazione e una maggiore concretezza nel processo di ripristino delle aree colpite dal sisma.

Il contesto della ricostruzione post-sisma

Il quadro generale della ricostruzione nell’Appennino centrale è profondamente e indissolubilmente legato al tragico evento del sisma del 24 agosto 2016 e al doloroso ricordo delle 299 vittime. Una memoria che il Consiglio nazionale degli ingegneri ha voluto mantenere viva, sottolineando l'impegno costante verso la sicurezza e la prevenzione. In questo scenario complesso e ancora in evoluzione, Alberto Romagnoli, consigliere del Consiglio nazionale degli ingegneri e delegato specificamente per il sisma del Centro Italia, ha contribuito a delineare il contesto e le molteplici sfide che caratterizzano l'intero percorso di ripristino e rinascita delle comunità.