Le sigle sindacali Fim, Fiom, Uilm e Usb hanno avvertito che, senza risposte concrete dal confronto a Palazzo Chigi sulla vertenza ex Ilva, sono pronte a intraprendere nuove iniziative di mobilitazione. Questa ferma posizione è stata espressa a Taranto il 7 ottobre 2026, alla vigilia dell'incontro con il Governo. La decisione è maturata a seguito di un'analisi approfondita della situazione condotta dal Consiglio di Fabbrica di Acciaierie d’Italia, Ilva in amministrazione straordinaria e del settore dell'appalto, in collaborazione con le categorie di Cgil, Cisl e Uil.

La situazione dello stabilimento e l'intera vertenza sono definite dalle organizzazioni sindacali come "non più sostenibile". La crisi, che si protrae da oltre 14 anni, ha avuto gravi e persistenti ricadute sull'occupazione, sulle imprese dell'indotto e sull'intero territorio. Nel messaggio diffuso prima del cruciale confronto, i sindacati hanno collegato la richiesta di interventi urgenti alla necessità di reperire risorse certe per la transizione ecologica e sociale, evidenziando il limite ormai raggiunto dai lavoratori dopo anni di sacrifici.

Le Richieste dei Sindacati

Il sindacato sollecita con urgenza l'adozione di decisioni concrete, l'allocazione di risorse economiche e l'implementazione di strumenti straordinari, indispensabili per accompagnare l'attuale fase della vertenza.

Tra le misure prioritarie proposte figurano l'attivazione di percorsi di pensionamento anticipato e l'introduzione di incentivi all’esodo volontario. Le organizzazioni insistono sulla fondamentale importanza di garantire la continuità del lavoro e sulla necessità impellente di un piano industriale che preveda, fin da subito, un chiaro e definito processo di decarbonizzazione.

Fim, Fiom, Uilm e Usb richiedono un intervento pubblico risolutivo che assicuri la piena tutela di tutti i lavoratori coinvolti: dai dipendenti di Acciaierie d’Italia a quelli di Ilva in amministrazione straordinaria, passando per il personale di ADI Energia e i lavoratori dell’appalto. La medesima richiesta si estende al comparto dell'appalto e dell'indotto, settori considerati particolarmente vulnerabili e esposti a potenziali impatti negativi su imprese, livelli salariali e migliaia di posti di lavoro.

Il messaggio chiave, sintetizzato nel documento sindacale, è inequivocabile: "Il tempo è scaduto".

Situazione Impianti e Passaggi Cruciali

All'interno dello stabilimento, prosegue la delicata fase di preriscaldo degli impianti. Questa condizione operativa si accompagna, tuttavia, a un ulteriore e preoccupante aumento della cassa integrazione, riflettendo le difficoltà persistenti. Il quadro complessivo della vertenza rimane strettamente connesso all'attesa pronuncia della Cassazione a Sezioni Unite, prevista per il 20 ottobre, un passaggio giudiziario richiamato come cruciale per le condizioni industriali, occupazionali e sociali dell'intera area.