A Cagliari, il 12 ottobre 2026, la segretaria generale della Uil Sardegna, Fulvia Murru, ha richiamato la politica regionale sulla necessità di porre la sicurezza sul lavoro al centro dell'agenda, dopo la 76ª giornata dedicata alle vittime di infortuni mortali, celebrata l'11 ottobre. Murru ha ribadito: "Non si può parlare di infortuni sul lavoro solo quando avvengono; il tema deve essere al centro dell'agenda politica regionale. Bisogna lavorare sulla prevenzione, sulla formazione e sui controlli". Un richiamo che coinvolge istituzioni, datori di lavoro e parti sociali, per un confronto costante sugli infortuni e sulle misure da adottare.
I dati allarmanti diffusi dall'Inail per i primi sette mesi del 2026 confermano l'emergenza. A livello nazionale, da gennaio a giugno, gli infortuni sono stati 213.985, un aumento del 4,71% rispetto al 2025. In Sardegna, si sono registrati 4.791 infortuni, contro i 4.567 dell'anno precedente. Le vittime a livello nazionale sono state 342, mentre in Sardegna si contano otto decessi, uno in più rispetto allo scorso anno. Murru ha sottolineato come questi numeri evidenzino la necessità di interventi immediati su prevenzione, formazione e controlli.
L'aumento degli infortuni in itinere
Nel quadro delineato dalla Uil Sardegna, aumentano anche gli infortuni in itinere, quelli cioè registrati durante il tragitto casa-lavoro.
A livello nazionale, hanno raggiunto quota 49.166, con un incremento dell'8,81% rispetto al 2025. In Sardegna, sono passati dai 676 dello scorso anno ai 746 dei primi sette mesi del 2026. Murru ha ribadito: "Questi sono dati che devono fare riflettere e servire come monito per istituzioni, datori di lavoro e parti sociali. Gli infortuni sul lavoro sono un'emergenza".
La Uil, con la campagna "ZERO MORTI SUL LAVORO", mira a eliminare i decessi. Nonostante campagne di sensibilizzazione e denunce, la situazione non è migliorata. Murru ha criticato la "logica del profitto" che prevale sulla sicurezza. È essenziale che politica, datori e sindacati avviino un confronto costante, pianificando prevenzione, formazione e controlli. Servono provvedimenti per chi non rispetta le norme e incentivi per le aziende virtuose. Solo così si garantirà dignità e sicurezza ai lavoratori.