La sindaca di Genova, Silvia Salis, ha espresso una ferma condanna nei confronti della prospettiva di una serrata degli stabilimenti ex Ilva di Genova e Novi Ligure, definendola "insostenibile". La sua posizione, comunicata l'8 ottobre 2026, giunge in seguito all'annuncio di Acciaierie d'Italia relativo alla fermata temporanea generale dei due siti produttivi. Tale decisione è strettamente correlata a un decreto della Corte d'appello di Milano che riguarda specificamente la fabbrica di Taranto. Nel suo intervento, la sindaca ha posto l'accento sulle gravi ricadute sui lavoratori, sulle comunità di Genova e Novi Ligure e sull'intera filiera siderurgica nazionale.
Salis ha ribadito con chiarezza la sua valutazione: "La serrata delle acciaierie ex Ilva a Genova e Novi Ligure è una prospettiva insostenibile". Ha identificato esplicitamente lavoratrici e lavoratori, le città di Genova e Novi Ligure, e l'intera filiera siderurgica del Paese come i soggetti direttamente colpiti e danneggiati da questa decisione aziendale. La presa di posizione è una risposta diretta alla comunicazione di Acciaierie d'Italia riguardante la fermata temporanea e generale degli impianti, motivata dal provvedimento della Corte d'appello di Milano relativo allo stabilimento di Taranto.
L'annuncio di Acciaierie d'Italia e la data limite
In una nota congiunta, firmata insieme al sindaco di Novi Ligure, Rocchino Muliere, è stato precisato che Acciaierie d'Italia S.p.A.
in Amministrazione Straordinaria ha comunicato la fermata temporanea generale degli stabilimenti ex Ilva di Genova e Novi Ligure. La data limite indicata per l'attuazione di questa operazione è fissata entro il prossimo 15 novembre. Questa comunicazione aziendale viene esplicitamente ricondotta al decreto della Corte d'Appello di Milano, già citato, che interessa la fabbrica di Taranto.
I due sindaci, pur riconoscendo la lunga e complessa fase di difficoltà che l'azienda sta attraversando, hanno categoricamente definito la serrata una decisione inaccettabile. Nella loro dichiarazione congiunta, si legge: "L'annuncio di una serrata è del tutto inaccettabile". Hanno inoltre sottolineato che le conseguenze nefaste dei continui ritardi che stanno caratterizzando il percorso di vendita non possono e non devono ricadere, ancora una volta, sui lavoratori, sulle loro famiglie e sui territori in cui vivono e operano.
Gli incontri istituzionali e l'appello dei sindaci
La sindaca Salis, insieme al collega Muliere, ha espresso il vivo auspicio che dagli incontri previsti a Roma – che vedranno la partecipazione delle rappresentanze sindacali, del governo e delle parti interessate – possa emergere un quadro sensibilmente migliorativo. I due primi cittadini hanno ribadito con forza che "Una serrata della fabbrica rappresenta una prospettiva insostenibile: lo è per le lavoratrici e i lavoratori, lo è per le città di Genova e di Novi e lo è per l'intera filiera siderurgica del nostro Paese". Questo appello congiunto evidenzia la profonda preoccupazione per l'impatto socio-economico di una tale interruzione produttiva, sottolineando l'urgenza di trovare soluzioni alternative che salvaguardino l'occupazione e la continuità industriale.