A Torino, il 28 settembre 2026, il Mauto, Museo Nazionale dell’Automobile, ha ospitato la prima assoluta del documentario “L’anima delle macchine - Il restauro come arte del tempo”. Questa produzione di Filmine, diretta da Valerio Valente con la direzione della fotografia di Stefania Bona, esplora il mondo delle auto storiche e l'essenziale lavoro artigianale che ne consente il recupero e la conservazione nel tempo.

Il cuore narrativo del documentario si concentra sul meticoloso restauro di una rara Ferrari F50, eseguito presso il rinomato laboratorio Schimmenti Classic di Santena.

Protagonisti di questo approfondimento sono il restauratore Massimo Schimmenti e Pietro Camardella, il designer originale della vettura, che offre preziose intuizioni sulla genesi e sui dettagli stilistici del modello iconico. Il film illustra con chiarezza il profondo legame tra la progettazione originaria, le tecniche costruttive e l'arte della conservazione, attraverso le complesse fasi operative sul veicolo.

Il Restauro della Ferrari F50

La Ferrari F50 non è solo un soggetto, ma il vero e proprio filo conduttore narrativo dell'opera. Il documentario segue e documenta con precisione le delicate fasi di smontaggio e la successiva conservazione della vettura all'interno della struttura di Santena.

Questo lavoro, descritto come estremamente complesso, è condotto con una scrupolosa attenzione alla componente originale di ogni singolo pezzo. Pietro Camardella, il designer, ripercorre la genesi di questo progetto ambizioso, nato nei primi anni Novanta, e il pionieristico tentativo di trasferire su una vettura stradale le avanzate tecnologie direttamente derivate dai motori di Formula 1.

Attraverso il racconto, viene esplorato anche il peculiare tema della costruzione della F50. Sebbene la vettura sia stata la prima Ferrari progettata con sistemi CAD, essa mantiene ancora tracce evidenti di lavorazioni e asimmetrie tipiche della manifattura artigianale dell’epoca. Tra gli interventi tecnici di particolare rilievo documentati nel film, spicca la meticolosa stesura della vernice rossa originale, applicata con spessori calibrati in modo da permettere di intravedere in controluce la distintiva trama della fibra di carbonio sottostante, un dettaglio che ne esalta l'unicità.

L'Eccellenza degli Artigiani, la Conservazione e la Formazione

Un'ampia sezione del documentario è dedicata a valorizzare i mestieri artigiani che animano l'automobilismo storico piemontese. Il film presenta figure altamente specializzate in settori cruciali come la carrozzeria, la selleria, e la gestione dei materiali e dei colori. Tra questi esperti spiccano nomi come il battilastra Gian Carlo Maina, il sellaio Pierfranco Gavina, e gli specialisti Mauro Mazzola, Pierangelo Ghilardi e Mauro Barbieri. Le loro competenze uniche sono illustrate come fondamentali nel quadro della conservazione delle auto d’epoca e per il mantenimento rigoroso dei materiali originari, garantendo l'autenticità e il valore storico dei veicoli.

Infine, il documentario esplora gli aspetti teorici del restauro, avvalendosi del prezioso contributo di Davide Lorenzone, responsabile del Centro di Conservazione e Restauro del Mauto. La sua prospettiva arricchisce la comprensione delle metodologie e delle filosofie che guidano l'intervento sulle vetture storiche, ponendo l'accento sull'importanza di un approccio conservativo che rispetti l'integrità e la storia di ogni esemplare.