Il Sim Carabinieri ha espresso una ferma critica nei confronti dello schema di decreto legislativo per la revisione del Codice della Strada, sollevando significative preoccupazioni riguardo a un potenziale e ingiustificato aumento degli adempimenti amministrativi a carico del personale militare. Questa presa di posizione, diffusa a Bologna il 9 ottobre 2026 alle 11:52, si concentra su tre articoli specifici del testo base. Secondo il sindacato, le disposizioni in esame rischiano di deviare risorse umane e operative dai cruciali controlli sul territorio, orientandole verso mere pratiche d’ufficio e attività burocratiche.
Il sindacato ha focalizzato le proprie osservazioni sugli articoli 135, 146 e 147 del proposto decreto. Le contestazioni riguardano in particolare la gestione dei permessi temporanei di guida concessi a seguito di un divieto di guida, gli accertamenti patrimoniali richiesti ai nuclei familiari dei trasgressori per la rateizzazione delle multe, e l'introduzione di un nuovo onere di pre-notifica nell'ambito della riscossione coattiva. Antonio Serpi, segretario generale del Sim Carabinieri, ha dichiarato con fermezza: “Non permetteremo che la tutela della sicurezza dei cittadini venga sacrificata sull'altare di un assurdo aggravio burocratico”.
Le criticità evidenziate sugli articoli del Codice della Strada
Per quanto concerne l’articolo 135, il Sim Carabinieri contesta vivamente la proposta di trasferire ai Comandi operativi la responsabilità della gestione burocratica dei permessi temporanei destinati a coloro che hanno subito un divieto di guida, un provvedimento precedentemente noto come sospensione della patente. Il sindacato insiste affinché le complesse istruttorie relative a questi casi, sia quelli ordinari che quelli più articolati, rimangano di competenza delle Prefetture. L'obiettivo è prevenire che tali oneri amministrativi gravino eccessivamente sui reparti operativi, compromettendone l'efficienza e la capacità di intervento sul campo.
In riferimento all’articolo 146, che disciplina la rateizzazione delle multe, il sindacato critica aspramente l’ipotesi di affidare ai Carabinieri l'incarico di condurre gli accertamenti patrimoniali sui nuclei familiari dei trasgressori. La posizione del Sim sottolinea come questo compito sia più appropriato per le Prefetture, le quali sono già dotate degli strumenti e delle competenze necessarie per effettuare verifiche di natura economica e fiscale. L'assegnazione di tali attività amministrative, legate ai redditi e alla concessione di dilazioni di pagamento, ai militari è considerata inappropriata e potenzialmente distorsiva delle loro funzioni primarie.
Infine, sull’articolo 147, che si occupa della riscossione coattiva, il Sim Carabinieri esprime forte dissenso per l’introduzione di un ulteriore passaggio di pre-notifica, che prevede la comunicazione dettagliata degli addebiti prima dell’avvio dell’esecuzione forzata.
Il sindacato avverte che questo nuovo adempimento comporterebbe un significativo incremento delle notifiche cartacee, con conseguenti oneri logistici e amministrativi. Inoltre, evidenzia i concreti rischi di incorrere in responsabilità erariale dinanzi alla Corte dei Conti, qualora si verificassero vizi procedurali o ritardi nella gestione di queste pratiche da parte degli uffici competenti.
La posizione del Sim Carabinieri è chiara: l'efficienza e la sicurezza pubblica non devono essere compromesse da un eccessivo carico burocratico che distoglie le forze dell'ordine dai loro compiti essenziali di prevenzione e controllo del territorio. Il sindacato auspica un ripensamento delle norme contestate per garantire la piena operatività dei reparti e la tutela delle comunità.