Antonio Filosa, amministratore delegato di Stellantis, ha affrontato il 12 ottobre 2026 da Parigi il delicato tema di un possibile secondo modello a Mirafiori. Le sue dichiarazioni giungono dopo quelle del responsabile Fiat Arnaud Belloni e delineano lo stabilimento torinese come un sito su cui il gruppo sta attivamente lavorando. Tuttavia, Filosa ha chiarito che ogni ulteriore impegno produttivo è strettamente subordinato alla creazione di condizioni industriali più competitive. Il riferimento specifico è al costo dell’energia e all’efficienza della logistica, due elementi considerati decisivi per sostenere e incrementare l'attività manifatturiera.

Il manager ha evidenziato che Stellantis sta già operando al massimo delle sue possibilità per lo stabilimento di Mirafiori, ma ha aggiunto che per un ulteriore sviluppo sono indispensabili interventi da parte delle istituzioni. La richiesta è volta a creare un contesto che renda il sito di Torino pienamente competitivo rispetto ad altre realtà industriali europee. Filosa ha ribadito che un costo dell’energia più vantaggioso e una logistica più efficiente rappresentano i presupposti fondamentali per valutare nuovi investimenti e passi avanti nello stabilimento.

La produzione italiana e i progressi di Mirafiori

In merito alla produzione italiana complessiva, Filosa ha espresso una “moderata soddisfazione”.

I volumi hanno registrato un aumento del 30%, e lo stabilimento di Mirafiori ha visto raddoppiare la propria produzione. L’obiettivo dichiarato è quello di raddoppiare entro la fine del 2026 i livelli produttivi raggiunti nel 2025. Nonostante questi progressi numerici, il quadro generale non è presentato come una soluzione definitiva alle problematiche esistenti, ma come un andamento che si muove “nella direzione giusta”.

L’assegnazione di un secondo modello a Mirafiori rimane, pertanto, strettamente legata alla competitività dello stabilimento. Filosa ha messo in luce due variabili principali: il costo del lavoro e il costo dell’energia. Mentre sul primo ha indicato margini limitati di intervento, sul secondo ha evidenziato che in Italia il costo dell’energia è più del doppio rispetto alla Spagna.

Questo significativo divario incide profondamente sulla valutazione delle condizioni necessarie affinché gli stabilimenti italiani possano sostenere il confronto industriale a livello europeo.

Le condizioni industriali per il futuro dello stabilimento

Nel dibattito sul futuro produttivo di Mirafiori, l’eventuale assegnazione di un nuovo modello Fiat non è considerata un’opzione automatica. La decisione è strettamente collegata alla disponibilità di energia meno cara, a una logistica più favorevole e, in generale, a una maggiore competitività industriale. Sebbene la produzione nello stabilimento torinese sia raddoppiata, questo risultato, da solo, non è sufficiente a garantire nuove assegnazioni se il sito rimane penalizzato da costi operativi superiori rispetto ad altri Paesi europei concorrenti.