Ricorderete tutti Lamù, la bella aliena frutto della fantasia di Rumiko Takahashi. L'anime basato sulle sue avventure, arrivato nel Bel Paese nel 1983, riscosse in breve un successo enorme, tanto da entrare prepotentemente nell'immaginario collettivo, grazie pure ad una sigla iniziale incredibilmente "catchy" ed orecchiabile, anch'essa divenuta popolarissima lungo tutto lo Stivale. Una sigla, tuttavia, di cui dopo oltre trent'anni dalla prima messa in onda non si sa assolutamente niente.

Segreto trentennale

Che qualcosa non andasse, si poteva intuire già negli anni '90, facendo caso al fatto che di "Com'è difficile stare..." (titolo assegnato al pezzo dagli aficionados) non esistesse il solito 45 giri. Perfino i titoli di coda dell'anime, sui quali peraltro suonava la "base" della canzone stessa, non riportavano alcunché a proposito degli autori del jingle, come se non fossero mai esistiti.

Il network web italiano, allora agli albori, si scatenò in una vera e propria caccia al tesoro di cui è possibile trovare ancora le tracce, in un'autentica crociata che trova la propria dimensione istituzionale sul forum di Sigletv.net, community peraltro frequentata da svariati esperti del mondo della musica, dell'import/export di prodotti nipponici e moltissimi tenaci appassionati. Correva l'anno 1999 e, da allora, di passi in avanti ce ne sono stati pochissimi.

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Serie TV

Le piste

I segugi si mettono subito all'opera, ripercorrono passo passo tutti gli stage necessari alla produzione ed all'adattamento di un cartone animato, e scoprono subito quanto il caso di "Lamù" sia intricato: non si hanno notizie certe sulla data di messa in onda, né su chi effettivamente abbia ordinato il pacchetto episodi, pure se in questo caso si ha la ragionevole certezza si trattasse di Telecapri.Tuttavia, i responsabili dell'emittente nicchiano, fanno sapere di essere venuti in possesso del prodotto già completo di doppiaggio e musiche, e non sanno dire di più.

Ma se gli episodi sono arrivati già tradotti e pronti, chi ha effettuato il voice over? I credits riportano il nome della Ricmon Sound, storica società capitolina di proprietà della famiglia Cadueri, ma l'ente è chiuso da più di vent'anni e nessuno dei titolari sembra essere reperibile. Di fronte all'impossibilità di consultare dati certi, non possono che iniziare una serie di tentativi disperati.

Muro di gomma

La situazione è paradossale, il tema è una canzoncina innocua, ma attorno c'è una coltre di silenzio pari a quella dei grandi misteri Italiani, come Ustica. Gli specialisti di "sigletv" smuovono praticamente mari e monti, sentono i doppiatori, i gruppi storici attivi nella produzione delle sigle, i responsabili della programmazione di decine di tv locali, ma i primi non ricordano, i secondi non sanno, i terzi non immaginano neanche.

L'unico ad aprire una breccia nel muro di silenzio è il noto cantautore siciliano Vincenzo Spampinato, il quale nel 2011 lascia intendere, in un'intervista, di sapere qualcosa riguardo la chiave del mistero, ma si sottrae ad ogni successivo tentativo di verifica. Voci incontrollate vogliono la canzone cantata da Alex Baroni, da Mal, addirittura da ex sindaci, ma nessuno sa, nessuno conferma, nessuno ha nulla da dire. Ed il cantante poi, perché è rimasto in silenzio per trent'anni, rinunciando a soldi, popolarità e carriera?

Nessuna risposta

Nel frattanto, gli anni passano anche per i segugi del forum, sempre meno convinti di spuntarla: varie generazioni di investigatori si sono succedute nell'esegesi dell'enigma, ma sempre senza alcuna via d'uscita, nonostante si sia cercato peraltro di coinvolgere le redazioni di Mistero, Voyager e simili. Ad oggi, la pagina Facebook del gruppo di ricerca conta un migliaio di iscritti, ma sembra mirata solo ad una celebrazione degli investigatori stessi, piuttosto che all'indagine ed all'apertura di nuove piste. D'altronde, nel paese delle mezze verità, perfino una canzoncina per bambini può rimanere un mistero inaccessibile per tutti.

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