Ancora una volta si è consumata una tragedia umana che ripercorre cose già viste nel nostro Paese. Un Terremoto ha devastato una zona dove l’epicentro era tra Accumoli, Amatrice e Arquata di Tronto. Di fronte a questi fatti paurosi e sconcertanti nascono delle domande lecite alle quali le autorità dovrebbero prendere delle posizioni nette mentre, di fatto, ci si nasconde dietro l’affermazione “ I Terremoti non possono essere previsti”. Ma allora cosa si sta facendo all'INFN?

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Una breve storia sull’Istituto del Gran Sasso

I laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’Istituto Nazionale di  Fisica Nucleare formano un grandissimo istituto situato dentro la montagna. Nella massa rocciosa del Gigante che dorme, presso i  laboratori (Lngs-Infn), tra le province dell’Aquila e Teramo (Regione Abruzzo), è installata da anni un'avveniristica stazione chiamata Stazione Interferometrica Laser. Lo scopo di questa struttura è lo studio delle deformazioni crostali e dei terremoti.

La sede dei Laboratori dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare del Gran Sasso
La sede dei Laboratori dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare del Gran Sasso

È un “telescopio” puntato verso la Terra. Sono dotate di strumentazioni uniche al mondo. Le sofisticate apparecchiature geofisiche sono in grado di studiare i movimenti terrestri locali con una sensibilità altissima.

E possono fornire un contributo fondamentale alla ricerca scientifica, sia per la verifica dei modelli della Terra sia per lo studio per i meccanismi d'origine dei terremoti normali e di quelli “lenti”. Data la loro posizione prossima a una regione caratterizzata da un elevato potenziale sismogenetico, le sale sotterranee dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso dovrebbero costituire un luogo privilegiato per lo studio dei fenomeni sismici.

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L’uso congiunto di tutti questi strumenti doveva consentire conoscenze sempre più approfondite sulle sorgenti dei terremoti nella regione centrale appenninica. Il professore responsabile di questa opera avveniristica fu il professor Crescentini, che ricevette l'incarico di tale struttura nel 2009, anno fatidico per il terremoto dell’Aquila.

Le premesse e i fondi comunitari

Ora nel febbraio di quest’anno il ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca Stefania Giannini, il presidente della Regione Luciano D’Alfonso, il suo vice Giovanni Lolli, il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente e la senatrice Stefania Pezzopane hanno accompagnato il Premier Renzi nella struttura dell’INFN.

E' stato promesso un finanziamento alla struttura di 60 milioni di euro per un progetto cui lavorerà l’INFN. "I fondi sono stati come disponibili in poche settimane e l’investimento sui laboratori sarà una priorità per i prossimi due anni". Così orgoglioso annunciava il premier a Febbraio. 

I dubbi come cittadini italiani

L'opinione che si sta facendo strada è rappresentata dall'incongruenza delle dichiarazioni fatte anche dai media pubblici, ovvero che non è possibile prevenire i terremoti con il fatto che il Governo ha stanziato questa enorme cifra pochi mesi fa all'INFN.

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La connessione che esiste tra la sperimentazione di questo Istituto dovrebbe essere chiara invece che segreta. Nessuno sa cosa si sta facendo esattamente al centro del Gran Sasso. Anche il popolo e i suoi cittadini hanno il diritto di sapere e capire se c'e' un’implicazione oppure no con questi terremoti. Se da una parte si crede che si possa fare qualche cosa per la prevenzione dei terremoti dall'altra, se i risultati non arrivano come si è palesato in questi giorni, è totalmente inutile continuare come Governo a finanziare un'attività così dispendiosa.

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La storia dell'Italia è purtroppo ricca di memoria legati a grandi terremoti e il cittadino italiano desidera capire meglio cosa sta accadendo. Nessuno nega che la zona dei Monti Sibillini, del Gran Sasso, dell’Italia centrale in generale sia una zona considerata sismica. Ma resta il fatto che dal 2009 l'INFN ha cominciato a fare sperimentazioni con il denaro del Governo e quindi dei contribuenti. Sarebbe giusto che le persone preposte chiariscano come segno d'onore verso i morti di stanotte.

 

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