Ciguatera: questo il nome del nuovo pericolo che può colpire gli amanti del pesce crudo. E' una tossina che si accumula in un determinato tipo di alghe tropicali, le quali vengono poi mangiate dal pesce azzurro, a sua volta predato da pesci più grandi che, accumulando il veleno nelle loro carni, si trasformano in una bomba ad orologeria quando finiscono dal mare alla tavola.

I sintomi sono gli stessi dell'Anisakis, ma a differenza di quest'ultimo, non è possibile né vedere né percepire qualcosa di animalo nel pesce, perché essendo una tossina agisce a livello microcellulare e, pertanto, non è facile da trovare come il noto parassita giapponese.

Il surriscaldamento globale sarebbe la principale causa dell'arrivo della ciguatera dal mar dei Caraibi al Mediterraneo. Il tempo di incubazione per poter percepire i primi sintomi è di circa sedici ore.

Il parassita anisakis, invece, che in Giappone miete un elevato numero di vittime all'anno, è giunto anche nei nostri mari e si è diffuso per via della moda del sushi e del pesce crudo in generale, in quanto un corretto processo di abbattimento del pesce è in grado di uccidere tutti gli esemplari presenti nei crostacei e nei pesci.

Per motivi economici, alcuni rivenditori o ristoratori poco affidabili evitano di lasciare il pesce nell'abbattitore termico per il tempo necessario rendendo possibile il passaggio del parassita dall'animale all'uomo. I tipi di pesce in cui è stato trovato l'anisakis sono: crostacei, calamari, pesce azzurro, alici, aringhe, passera di mare, rana pescatrice, salmone del pacifico e merluzzo.

I sintomi sono di vario genere e possono presentarsi da subito: alcuni malcapitati, ad esempio, sentono subito un forte prurito in gola e si tratta proprio del verme che striscia lungo le pareti del cavo orale nel tentativo di arrivare agli organi interni. In questi casi bisogna cercare di espellerlo tossendo o di estrarlo manualmente , in modo da evitare l'infezione vera e propria.

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Salute

Un altro campanello di allarme è costituito dallo stimolo al vomito: è un meccanismo di autodifesa del corpo, che cerca anche in questo caso di prevenire l'infezione.

Tra i sintomi veri e propri, invece, l'elenco annovera: dolore alla pancia, mal di testa forte, alito cattivo, diarrea, sangue e muco nelle feci, giramenti di testa, prurito al naso e gli occhi. Nei casi peggiori, al paziente si possono presentare i medesimi sintomi di un'appendicite acuta e in questi casi è consigliabile correre immediatamente in ospedale, data l'elevata probabilità di morte.

Quello che i medici consigliano, in ogni caso, è di prevenire il problema, assicurandosi di mangiare il pesce in luoghi di ristorazione di qualità, evitando catene di ristoranti con offerte di pesce 'all you can eat' o rivenditori poco affidabili. In alternativa, sarebbe opportuno ripiegare sul tradizionale pesce cotto.

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