Dopo l’esame in Commissione del Bilancio, il corposo emendamento del DdL Stabilità 2016 che prevede misure ad hoc per gli avvocati sta per essere sottoposto al voto della Camera. L’emendamento proposto dalla Commissione giustizia riguarda innanzitutto la compensazione tra i crediti vantati dagli avvocati relativi a spese di giustizia e quanto da essi dovuto per tasse e imposte (compresa l’Iva). E’ stato previsto inoltre l’accesso ai fondi strutturali europei Fesr, Fse, Pon, Por da parte di tali categorie di professionisti e non solo. Proprio grazie al Ddl Stabilità 2016 c’è stato infatti un recepimento nell’ordinamento nazionale. Tocca ora alle Regioni adeguare i prossimi bandi, allargando quindi la base soggettiva alla luce di tale nuova misura.

Negoziazione assistita e liquidazione delle spese di giustizia

Fra le misure accolte in Commissione giustizia alla Camera c’è quella sugli incentivi fiscali nell’arbitrato e nella negoziazione assistita. La misura prevede infatti il riconoscimento di un credito d’imposta di 250 euro per chi ricorre all'arbitro o all'avvocato, preferendo questi ai tribunali. Bisogna però dimostrare il relativo pagamento, allegando infatti la parcella dell’avvocato, alla richiesta del credito d’imposta.Tale misura, già operativa in via provvisoria quest’anno, è stata ora trasformata “a tempo indeterminato”. Via libera anche all’ottimizzazione delle procedure di liquidazione sulle spese di giustizia. L’emendamento della Commissione giustizia ha messo a disposizione, per tale capitolo, un ammontare di spesa complessivo di 10 milioni di euro ogni anno.

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I decreti di pagamento dei consulenti tecnici, ausiliari del magistrato, dei difensori saranno emessi contestualmente all’ordinanza che definisce la relativa fase processuale.

Ricorso al gratuito patrocinio che diventa più interessante

Per incentivare la scelta del gratuito patrocinio da parte dell’avvocato, l’emendamento sopracitato prevede anche la possibilità di compensare gli onorari liquidati tramite il gratuito patrocinio con ogni imposta (IVA) e tassa dovuta allo Stato dallo stesso, compresi i contributi del personale dipendente dello studio legale. Tale misura che scatterà dal 1 gennaio 2016, avvantaggia sicuramente il difensore-avvocato che difficilmente in tempi brevi recupera tutte le parcelle dai propri clienti. Lo stesso infatti quanto meno potrà pagare meno tasse. I vantaggi ci saranno anche per i meno abbienti (con reddito sotto 11.528,41 euro) dato che possono scegliere un bacino più ampio di avvocati. La compensazione è prevista con un limite pari all’ammontare dei crediti stessi.

Altra novità di rilievo è la possibilità per l’avvocato di pagare i contributi dovuti alla Cassa Forense con i crediti derivanti sempre dal gratuito patrocinio. Solo agli avvocati spetterà la scelta se cedere o meno i relativi crediti per l'attività di gratuito patrocinio per pagare i contributi previdenziali. Tale cessione può essere anche parziale. In tali casi il compenso residuo viene accreditate con un bonifico sul conto corrente. La cessione dei crediti è inoltre esente da imposta di bollo e di registro. Per ulteriori informazioni sull'argomento premi tasto segui accanto al mio nome.