La Guardia di Finanza di Enna ha eseguito un sequestro preventivo di beni per un valore complessivo di circa 535mila euro nei confronti di una società di capitali operante nel settore del commercio all'ingrosso di alimenti e bevande. L'operazione, avvenuta il 12 ottobre 2026, ha fatto seguito a un'approfondita attività ispettiva che ha rivelato come l'impresa fosse un evasore totale per gli anni d'imposta 2021, 2022 e 2023.
Il provvedimento, emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) del Tribunale locale, ha permesso di accertare ricavi non dichiarati per oltre 3,6 milioni di euro e un'IVA dovuta al Fisco superiore al mezzo milione di euro.
Nello specifico, l'ammontare del sequestro ha raggiunto la cifra di 534.586 euro, colpendo disponibilità finanziarie, quote societarie e beni mobili registrati riconducibili all'azienda.
A conclusione degli accertamenti condotti dai finanzieri del Comando Provinciale di Enna, sono stati deferiti alla Procura della Repubblica di Enna sia l'amministratore di diritto che l'amministratore di fatto della società, ritenuti responsabili delle gravi violazioni fiscali emerse.
Le indagini e la ricostruzione dell'evasione
La verifica fiscale, eseguita dai militari del Gruppo di Enna, ha permesso di ricostruire l'intera materia imponibile occultata al Fisco. Le indagini sono state condotte con metodologie approfondite, includendo l'analisi della documentazione extracontabile acquisita, lo sviluppo delle giacenze dei beni oggetto di commercializzazione, l'esecuzione di controlli incrociati e specifiche indagini finanziarie.
Tali attività hanno coperto l'intero periodo d'imposta sotto esame, dal 2021 al 2023.
In particolare, per l'anno 2022, è stato rilevato il superamento della soglia di rilevanza penale prevista dall'articolo 5 del decreto legislativo 74 del 2000, che fissa a 50.000 euro l'importo per singola imposta evasa. Questo ha comportato l'avvio delle procedure per la denuncia penale degli amministratori.
L'amministratore di fatto è stato identificato come il reale dominus dell'impresa. La sua posizione è emersa grazie a una serie di riscontri puntuali, effettuati anche presso i clienti e i fornitori della società, che hanno permesso di delineare il suo ruolo effettivo nella gestione e nelle decisioni aziendali, nonostante non figurasse formalmente come amministratore.
Fase preliminare del procedimento
Il sequestro preventivo ha interessato beni e disponibilità della società fino alla concorrenza dell'importo stabilito dal decreto. Questa misura è direttamente collegata alle contestazioni di ricavi non dichiarati e di imposte non versate, emerse al termine della complessa attività ispettiva. Gli accertamenti hanno esaminato in dettaglio la contabilità aziendale, le giacenze di magazzino e tutti i rapporti finanziari dell'impresa, con verifiche estese anche a soggetti terzi.
Il procedimento giudiziario si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari. Per tutti gli indagati, in conformità con i principi del nostro ordinamento giuridico, vige la presunzione di non colpevolezza fino all'eventuale sentenza definitiva.