L’uscita di Phil Schiller dalla gestione operativa dell’App Store segna una profonda trasformazione per Apple. Lo storico dirigente manterrà il titolo di Apple Fellow, ma cederà il controllo della piattaforma. Questa transizione avviene in un momento cruciale per Cupertino: Tim Cook si prepara a lasciare il ruolo di CEO, con John Ternus che assume la guida, aprendo una fase di interconnessione tra prodotti, servizi e regolamentazione.

L'App Store: dal marketing ai servizi

Il fulcro del cambiamento è organizzativo. La gestione dell’App Store Apple sarà affidata a Carson Oliver, manager interno con esperienza, mentre la responsabilità strategica rientrerà nell’area servizi, sotto la guida di Eddy Cue.

Un ritorno significativo: prima del 2015, lo store era già in quest'area; Schiller ne aveva poi assunto il controllo, rendendo la piattaforma cruciale per l'ecosistema iOS.

La riorganizzazione suggerisce che Apple intenda trattare l’App Store non più come estensione del marketing di prodotto, ma come un’infrastruttura regolamentata dei servizi. La modifica non è solo organigrammatica: ridefinisce l'approccio a commissioni, pagamenti, marketplace alternativi e rapporti con gli sviluppatori.

Il peso del Digital Markets Act sull'App Store

Il contesto è più ampio: l’App Store è divenuto uno dei principali terreni di confronto tra Apple e i regolatori europei. Il Digital Markets Act ha imposto aperture che, probabilmente, non avrebbe introdotto per scelta autonoma, dai marketplace alternativi su iPhone alle modifiche sulle condizioni economiche.

La Core Technology Fee, ad esempio, sostituita in Europa da una commissione fissa del 5%, evidenzia l'impatto regolatorio sulla piattaforma. Schiller, che ha gestito la fase più complessa dell’App Store sul piano legale, cede il ruolo operativo mentre il modello europeo si stabilizza, pur restando sotto l'attenta osservazione di autorità, sviluppatori e concorrenti.

Apple: una transizione generazionale ai vertici

L’addio operativo di Schiller si inserisce in un contesto di altre significative uscite ai vertici di Apple, tra cui i pensionamenti di Jeff Williams, Lisa Jackson e Kate Adams, la futura partenza di Jennifer Bailey e l'allontanamento di Paul Meade verso OpenAI. Questo quadro è quello di una transizione generazionale che sta ridisegnando la leadership dell'azienda.